Corriere della Sera, 11 giugno 2026
Intervista a Micaela Ramazzotti
Micaela Ramazzotti si presenta nella sua nuova bionditudine. Sta su una nuvoletta e non ha nessuna intenzione di scendere. Un mese fa, il 12 maggio, si è sposata con Claudio Pallitto. Intanto il Festival di Taormina le dà un premio alla carriera, poi andrà a quello di Forte Village. «Questa immagine della nuvoletta mi piace, mi colloca tra gli dei dell’Olimpo».
Vi siete sposati in un castello in Umbria.
«Volevo essere una sposa classica, romantica, l’abito bianco, il velo. Fiori dappertutto, immersi nella natura».
C’era il bosco attorno a voi ma ne avete creato un altro, immaginario.
Sorride: «Sugli inviti, sulle tovaglie, sulla passerella e sul dolce abbiamo voluto che fosse dipinto un bosco finto».
L’attrice che sposa il personal trainer, una fiaba nel bosco... Ma chissà quante ve ne avranno dette dietro.
«Eh, Claudio era l’orco palestrato e tatuato, tutto muscoli e niente cervello. Io sono stata l’attrice più chiacchierata d’Italia. Ma non ho fatto male a nessuno, al cinema mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato. Come se avessi dovuto dimostrare... Ma la mia vita è mia e soltanto mia. Mi ero solo innamorata di un uomo».
Gliela farà pagare il cinema d’autore?
«E perché? Mica ho fatto male a qualcuno. È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Anzi, proprio per questo mi sento arricchita nel mio futuro d’attrice. Sto ricevendo tanti copioni, serie, commedie, opere prime. Piuttosto, mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata, fragile, diventata madre da ragazza, svampita. Era una finzione, sono sempre stata ferma nelle mie idee».
Le ha dato anche delle soddisfazioni, il David...
«Sì, ma non sono io. E non intendo mettermi un’altra maschera, è faticoso. Comunque ho fatto film di vari generi, autoriali, commedie popcorn... Non ho avuto pigmalioni, sono stata l’autrice del mio personaggio, l’ho inventato perché non esisteva quel personaggio lì nel cinema, mi sono infilata in uno spazio vuoto, sono stata astuta nel sapere dove andare a parare. Ho giocato sul fraintendimento».
Chi c’era al matrimonio?
«Pochi amici veri, Francesca Fagnani l’ha celebrato, poi Laura Chiatti, Claudio Santamaria e Francesca Barra, Federica Vincenti Luna, Chicca Ungaro, Tiziana Rocca».
E i suoi genitori?
Lunga pausa: «Non ho rapporti con la mia famiglia d’origine. Forse si aspettavano una figlia diversa, meno libera. Sono cresciuta alla periferia di Roma, ad Axa e poi ad Acilia. Ci volevano due autobus per arrivare in città. Sono andata via di casa presto per affermare la mia personalità. Ho un rapporto sano, bello e non possessivo con i miei due figli adolescenti. Il bene si può dimostrare in tanti modi, dando libertà alle persone».
Con il suo ex marito Paolo Virzì i rapporti si sono stabilizzati?
«Vorrei lasciarmi tutto alle spalle, c’è stata una separazione violenta, culminata nella famigerata lite al ristorante durata 45 minuti di cui non sono certo fiera, è stato un momento di debolezza. Siamo persone adulte, sto porgendo la mano. Ma è l’ultima volta che ne parlo. Ora mi sento finalmente capita per quello che sono. Non ho più magoni. E faccio dei bei sogni».
Tanti colleghi con cui ha recitato non l’avranno capita. L’alto «lignaggio» di Valeria Bruni Tedeschi...
«Lei è nata ricca, io no, mio padre prima di lavorare agli oggetti rinvenuti ha fatto il vigile urbano. Ho uno spirito di sopravvivenza rapace».
Cosa l’ha colpita del suo nuovo marito?
«Mi sento protetta, il suo cuore, il suo calore, la sua logica matematica, la sua ironia, il non vantarsi, il rispetto del proprio corpo e non è solo estetica, vuol dire vivere in modo sano. Io poi quando l’ho conosciuto non avevo notato tutti quei muscoli».
Come vi siete conosciuti?
«Era comparsa sul set del mio debutto da regista (ora sto scrivendo il mio secondo film), Felicità, dove ho messo un pezzo di me e mi sono sentita finalmente all’altezza. Gli ho chiesto cosa fai nella vita. E lui, ho una palestra, sono personal trainer».
Da comparsa sul set, a protagonista della sua vita. Vivete con tutti i vostri figli insieme?
«Sì, vanno molto d’accordo. I figli ti portano nella contemporaneità. Io sono cresciuta col telefono fisso, loro con i social e TikTok, che mi fa un po’ paura, è violento, trovi immagini di ragazzini che si gettano nel vuoto. Gi adolescenti rischiano di perdere il senso della realtà, ed è lì che dobbiamo lavorare noi genitori».
Istintiva, schietta, un po’ selvaggia. Anche un po’ ladruncola.
«Perché da ragazza rubavo ai centri commerciali e delle collanine alla mia amata nonna. I miei genitori non mi avvertirono quando morì, non riesco a perdonarglielo».
Cosa le ha insegnato la sua conquista della felicità?
«È stato un percorso a ostacoli, per mesi non si trovavano le carte del divorzio... Ha detto bene, la felicità è una conquista e non bisogna dare nulla per scontato».