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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Pure in demografia l’India copia la Cina

Una famosa previsione circolata per anni sosteneva che la Cina sarebbe diventata vecchia prima di diventare ricca. Così quasi certamente succederà. Un’altra affermazione del recente passato stabiliva che invece l’India fosse il Paese più sexy dal punto di vista demografico: una nazione con il 47-50% della popolazione sotto i 25 anni, 260 milioni tra i 15 e i 24. Anche però nel caso indiano, la brillantezza della gioventù si sta un po’ appannando ed è probabile che pure il subcontinente non diventi ricco prima di diventare vecchio. Seppure con una tempistica sfasata, i due Paesi più popolosi al mondo, che sommati contano oltre 2,8 miliardi di abitanti, hanno un problema di demografia che sarà sempre più serio con il passare del tempo. La Cina, che dal 2023 vede calare la popolazione, ha una fertilità tra uno e 1,2 nati per donna, ben al di sotto del tasso di rimpiazzo della popolazione che è 2,1. Le Nazioni Unite prevedono che gli attuali 1,41 miliardi di cinesi si ridurranno a 1,3 miliardi entro il 2050 e si dimezzeranno in numero entro la fine del secolo. La Cina va verso un vero inverno demografico. Sempre l’Onu calcola che la popolazione con più di 60 anni, oggi il 15%, salirà a oltre il 30% nel 2050. Numeri poco discussi e non amati a Pechino. Più sorprendente è l’India. Anche lì, il tasso di rimpiazzo è sceso all’1,9% e in alcuni Stati come il Bengala Occidentale e il Tamil Nadu è all’1,3, un livello scandinavo. Le Nazioni Unite proiettano al 2060 l’anno in cui la popolazione indiana toccherà il picco, a 1,7 miliardi, per poi scendere. Ma quello che è considerato il «dividendo demografico», cioè il numero di persone in età da lavoro (15-64 anni), oggi pari al 68%, inizierà a calare dopo il 2041. Il primo ministro Narendra Modi si è dato l’obiettivo di mettere l’India sulla strada per diventare un Paese sviluppato (ora in via di sviluppo) entro il 2047, centenario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. A quel punto, però, il dividendo demografico sarà già calante, il che complicherà il raggiungimento dell’obiettivo. Non è l’inverno cinese ma è un problema. È che il maggiore benessere, la migliore educazione soprattutto delle ragazze, l’aumento del costo di crescere la prole scoraggiano la formazione di famiglie numerose: in Cina, in India come in Europa e come già in alcuni Paesi dell’Africa. La demografia forse non è destino; ma è potente.