Corriere della Sera, 11 giugno 2026
Cairo testimone al processo a Baiardo
«Non è l’arena era il programma più costoso de La 7. Gli ascolti erano in forte calo rispetto al primo anno e non piaceva ai pubblicitari. Chiudendo la trasmissione nell’aprile 2023 abbiamo risparmiato un milione 400 mila euro. Rispetto al primo anno la raccolta pubblicitaria si era quasi dimezzata». Urbano Cairo, editore di Rcs e dell’emittente televisiva La 7, viene ascoltato come testimone in tribunale a Firenze sui motivi che lo portarono alla chiusura anticipata della trasmissione televisiva di Massimo Giletti.
Il processo è quello che vede imputato Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna, già condannato nel 1998 per favoreggiamento della latitanza di Giuseppe e Filippo Graviano, ora accusato di favoreggiamento di Cosa Nostra e calunnia aggravata nei confronti di Giletti. Per oltre due ore l’editore, dati degli ultimi anni alla mano, risponde punto per punto alle domande dei pm Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio e della presidente Anna Favi: «C’era la necessità di fermare le perdite, che erano state di 21 milioni e 300 mila euro in sei anni. Gli ascolti ebbero un sussulto a gennaio arrivando in una puntata all’8%, ma il 2 aprile 2023 erano già tornati al 4,9%. C’è un momento in cui bisogna tirare una linea». Il contratto di Giletti era in scadenza: «Proponemmo a Gianmarco Mazzi (oggi ministro del Turismo) un rinnovo biennale con contenimento dei costi ma risposero che non era possibile. Il nostro obiettivo era almeno dimezzare le perdite e riportare i numeri a quelli del primo anno. Dopo la chiusura del programma Giletti fece causa di lavoro che è stata rigettata dal tribunale».
Cairo ha spiegato di non aver mai chiesto conto degli ospiti nelle trasmissioni: «Lascio i conduttori liberi, non intervengo mai e non conosco le scalette dei programmi». Fu Paolo Berlusconi a mandargli un messaggio con scritto «vergognati» dopo la trasmissione in cui Baiardo parlò di lui: «Lo chiamai dicendogli che non si doveva permettere e che non avevo niente di cui vergognarmi». Quando le puntate facevano buoni ascolti, «mandavo messaggi a Giletti dicendogli “bravo, ottima puntata”. Noi viviamo di ascolti». Quanto alla richiesta a Giletti di andare a incontrare Berlusconi, Cairo ha spiegato che era il giornalista che ogni anno gli chiedeva di aiutarlo per ottenere un’intervista da lui, ma Berlusconi non aveva mai dato la disponibilità: «A gennaio del 2023, visti i temi trattati e considerando che gli ascolti sarebbero aumentati molto, proposi a Giletti di incontrarlo per un’intervista. Lui disse che ci avrebbe pensato ma poi non mi fece sapere più niente».