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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Meloni, no alla Patrimoniale e sostegno al ceto medio

«No» alla Patrimoniale, taglio delle tasse al ceto medio e concorrenza sleale. Sono questi alcuni dei temi, toccati ieri dalla premier Giorgia Meloni nel suo discorso all’assemblea annuale di Confcommercio, che più hanno infiammato la platea, stracolma di associati.
«Erano dieci anni che un presidente del Consiglio non partecipava a una vostra assemblea» esordisce Meloni. E l’omaggio continua: «Ottanta anni fa Confcommercio già c’era, e non escludo che il vostro presidente fosse già Carlo Sangalli», scherza. Poco prima lo storico leader le ha dato atto che i «fondamentali del Paese sono confortanti e i consumi reggono». E che «raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti».
Meloni apprezza e riepiloga il lavoro svolto dal governo. I primi applausi convinti arrivano quando cita il fenomeno delle attività, «gestite soprattutto da extracomunitari», che eludono il Fisco aprendo e chiudendo in breve tempo: «Questa non è la Repubblica delle banane: qui si rispettano le regole», sillaba. E sul fronte fiscale ribadisce: «Il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo. Per intenderci, altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio, dopo decenni di lavoro e di sacrifici».
I «corpi intermedi«
La premier propone «un’alleanza» ai corpi intermedi per promuovere il salario di qualità e superare il dumping contrattuale. E rivendica «un approccio pragmatico e non ideologico» sul tema dell’energia. Anticipa che nel Consiglio dei ministri si affronterà il tema dell’intelligenza artificiale: «Il rischio è l’impatto sul mercato del lavoro» dice, ringraziando papa Leone per l’Enciclica sul tema. Infine annuncia che il governo farà in modo che tutto ciò che è prodotto dall’intelligenza artificiale sia riconoscibile con una scritta in sovrimpressione: «Se vedi una foto di Meloni sul letto, mezza nuda, ci sarà scritto di non pubblicare, perché l’ha fatta l’AI».
Il bilancio
Conclude con un esame dei quattro anni passati: «Se penso a tutto quello che abbiamo vissuto, mi sembra trascorsa un’eternità. Se invece penso a quello che ancora vorremmo fare, allora ragiono come se avessimo appena iniziato». E prosegue: «Nonostante il pessimismo cosmico che domina il racconto, questa nazione non si è fatta spaventare. Ha tirato fuori il suo carattere».
In prima fila applaudono il vicepresidente Antonio Tajani, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, i ministri Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Paolo Zangrillo, Marina Calderone, Gianmarco Mazzi, e Luca Ciriani. Assenti Elly Schlein e Giuseppe Conte, ci sono i vertici sindacali.
Prima di Meloni, e dopo il messaggio del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha riconosciuto il valore delle parti sociali, Sangalli ha ricordato come il terziario di mercato contribuisca per il 53% al valore aggiunto. Ora è tempo di affrontare gli elementi di debolezza, incalza: la crisi di fiducia dei giovani e la partecipazione femminile al mercato del lavoro. In campo europeo Sangalli auspica l’introduzione del «28esimo regime», decisivo per le imprese giovani, e apre all’euro digitale «uguale per tutta l’Europa, in misura contenuta, escludendo i micropagamenti».
La «fiscocrazia»
Per abbattere quella che chiama «fiscocrazia», Sangalli auspica la riduzione dell’aliquota centrale dal 35% al 33% per i redditi fino a 60 mila euro, «per dare il giusto riconoscimento al ceto medio». Sul lavoro invece manifesta soddisfazione per il ruolo svolto dai “corpi intermedi” nella battaglia contro il dumping contrattuale, anche attraverso il decreto sul “salario giusto”. E a proposito di nuove leggi, si dice preoccupato per la delega sull’artigianato così come è impostata: «Stesso mercato, stesse regole» scandisce, incendiando la platea.
Le opposizioni
«Il governo non ha una strategia e si limita ad annunci e a una gestione di breve periodo» commenta la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. «Meloni ha dichiarato che per lei è come se fosse il primo giorno. È proprio così, non ci siamo accorti di quattro anni di governo. È zero proposte», ironizza il leader del M5S, Giuseppe Conte. «Noi proponiamo la detassazione Irpef per l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani. Misure concrete, al contrario della propaganda governativa» dicono Maria Elena Boschi e Raffaella Paita, capigruppo di Italia viva.