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 2026  giugno 10 Mercoledì calendario

Sicilia, FI ora vuol fare fuori Schifani

Sconfitta ad Agrigento, sconfitta a Messina, sconfitta a Bronte (terra del deputato Giuseppe Castiglione). Risultati delle Amministrative che, dice il vicepresidente della Camera Giorgio Mulé, rappresentano una “ferita al centrodestra e a Forza Italia”. Con un principale responsabile secondo i partiti di maggioranza che sostengono il governo Meloni: il governatore Renato Schifani.
Quest’ultimo, ormai, a un anno dal voto per le Regionali, non ha più la maggioranza all’Assemblea regionale siciliana con i partiti di centrodestra dilaniati al proprio interno: ieri l’ex governatore autonomista Raffaele Lombardo ha chiesto a Schifani di “azzerare tutta la giunta”, mentre il commissario meloniano Luca Sbardella ha spiegato che alle elezioni amministrative “è mancato il senso di coalizione”. Ma il giudizio più duro è del deputato di Forza Italia Mulé, che ha accusato, senza citarlo direttamente, Schifani: “Ne è perfettamente cosciente Nino Minardo, che ha da poco raccolto da commissario di Forza Italia il testimone di un movimento che per troppo tempo non si è interrogato sul reale stato di salute preoccupandosi piuttosto di conservare posizioni di gestione e di potere”.
Ora l’ipotesi è quella di staccare la spina a Schifani (forzista ex presidente del Senato) nelle prossime settimane. L’obiettivo sarebbe quello di riuscirci già prima della pausa estiva per provare ad andare al voto in autunno o al massimo a inizio anno, sicuramente non insieme alle elezioni politiche del 2027 come sarebbe previsto oggi. Ma, ovviamente, restano da sconfiggere le resistenze di Schifani (che una settimana fa ha incontrato il leader Antonio Tajani a Roma a margine della segreteria di Forza Italia) a cui dovrebbe essere promessa una contropartita politica all’altezza (si parla di un seggio a Roma e anche di Fratelli d’Italia che ha dei dubbi sull’ipotesi di far cadere un presidente di Regione del centrodestra rischiando la sconfitta.
Se dovesse cadere Schifani, però, sarebbe già pronto il candidato alternativo azzurro: tra le ipotesi più accreditate c’è quella della candidatura di Mulé, molto stimato dalla famiglia Berlusconi.