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 2026  giugno 10 Mercoledì calendario

Violenze sui palestinesi, l’Onu denuncia coloni e Hamas

Un nuovo dossier della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, denuncia le gravi violazioni dei diritti umani subite «sistematicamente e deliberatamente» dai civili intrappolati tra le forze israeliane e i coloni da un lato e il regime di Hamas dall’altro. Un dossier che integra i risultati pubblicati un anno fa da quella presieduta da Navi Pillay, la giurista sudafricana ed ex giudice della Corte Penale Internazionale che, col suo report di 72 pagine pubblicato un anno fa, in cui si sosteneva che Israele aveva agito a Gaza con «l’intento di distruggere i palestinesi» – di fatto un genocidio – scatenò aspre polemiche. Il rapporto fu «categoricamente respinto» da Israele, che sostenne pure che il team aveva «tre membri noti per le posizioni antisemite»: la stessa Pillay, l’indiano Miloon Kothari e l’australiano Chris Sidoti. I tre annunciarono le loro dimissioni.
Il nuovo documento della rifondata commissione, oggi presieduta dall’indiano Srinivasan Muralidhar prova in qualche modo di equilibrare le responsabilità, concentrandosi sulle violazioni commesse a Gaza e in Cisgiordania, da “attori non statali”: «La violenza dei coloni è diretta conseguenza delle politiche israeliane mirate a consolidare gli insediamenti illegali». Dall’altro lato, le forze affiliate ad Hamas procedono con esecuzioni sommarie e gravi violenze fisiche. Le critiche, però, non sono mancate nemmeno a questa versione del documento: UnWatch, gruppo di pressione filo-israeliano, già sostiene la «persistente parzialità nel documento»: perché «metà del rapporto si concentra sulle violazioni israeliane, mentre solo un restante 9% tratta gli attacchi palestinesi contro gli israeliani e il 34% esamina gli abusi di Hamas».
Ma intanto, sei Paesi occidentali – Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia – hanno imposto sanzioni contro organizzazioni di coloni per il loro ruolo negli insediamenti in Cisgiordania, denunciando il livello record di violenze contro i palestinesi. Con la Francia che vieta pure l’ingresso al ministro israeliano delle finanze Bezalel Smotrich, dopo aver adottato lo stesso provvedimento anche contro il ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir.