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 2026  giugno 10 Mercoledì calendario

Bruno Barbieri racconta aneddotti curiosi sulla sua carriera

In questi giorni (le riprese si sono tenute lunedì), Bruno Barbieri e i suoi colleghi giudici di Masterchef erano sulle rive bresciane del lago di Garda per registrare una delle puntate in esterna della nuova edizione del programma, che andrà in onda su Sky da metà dicembre. Lo chef bolognese, che per l’emittente satellitare è anche il volto di spicco del fortunato programma 4 Hotel, è stato ospite del podcast “Tintoria” e ha raccontato molti aneddoti dei programmi dei quali è protagonista. E non solo.
«A Roma – dove si registra il podcast – mi sono fatto fare le scarpe per la finale di Masterchef dallo stesso artigiano che le fa a Papa Leone. Sono due peruviani che abitano a Roma da 25-30 anni. Ho chiesto inserti dorati – ha spiegato – le ho già immaginate con lo smoking che metterò». E 4 Hotel? «Ho dormito in circa 650 letti. All’inizio avevamo le telecamere accese nelle stanze, io non mi ricordavo e girai nudo, mi è venuto in mente il giorno dopo: chissà il montatore...Relazioni particolari tra i concorrenti? Penso di sì. All’inizio alcuni erano arrabbiati, poi a metà settimana era tutto amore...qualche giochino c’è stato sicuramente, ma abbiamo sempre incontrato gente molto seria». 
Poi ancora altri retroscena: «In una stanza trovai dei cartoni sotto il letto: c’erano vestiti, cappelli da strega, ho scoperto dopo che quella era la camera della proprietaria». Ma Barbieri frequentava il mondo dell’hotellerie anche da cuoco: «Ora lo posso dire perché l’hotel è chiuso – ha iniziato così – Lavoravo al ristorante in questo hotel bellissimo a Verona: vennero questi due clienti tedeschi, una coppia giovane, persone molto ricche, proprietarie di supermercati in Austria. Praticamente procacciavano altre coppie. La governante nella loro stanza trovò dei falli di plastica...». Esaurita la solita parentesi sulle due sue fissazioni più note negli alberghi, il bidet («Impazzisco perché ho trovato quattro stelle, anche a Roma, che non hanno il bidet in camera. In America fatichi a trovarlo, io ho comprato casa in Florida perché lì ce l’hanno») e il topper («Sul topper ho fatto una rivoluzione ma deve essere solo in piuma d’oca...») oltre ai letti («Cose che mi fanno arrabbiare? Un letto matrimoniale che è in realtà la somma di due letti singoli messi vicino con un salva materasso, tutto di plastica. Orrore...»), Barbieri ha raccontato un retroscena a luci rosse durante la sua esperienza nel programma: «Mentre dovevo registrare una puntata in un hotel sul mare – questo il racconto – fummo disturbati da una donna delle pulizie e un cameriere che stavano facendo sesso nello sgabuzzino dei detersivi. Li abbiamo lasciati fare, ce ne siamo andati fuori noi. Loro però furono licenziati, anche la proprietà aveva sentito tutto».
Quindi, ampio spazio al tema cibo. «La cucina libanese per me tra le più buone in assoluto - ha esordito, per poi continuare – non sono mai stato un estremista gastronomico ma oggi essere più green è giusto. Bisogna mangiare e cibarsi a seconda della stagionalità. Se tu vivi con quel concetto nel cervello, ti ammalerai di meno, perché la natura è tutta programmata. Perché bisogna mangiare fragole o ciliegie sotto Natale? I cetrioli si mangiano in agosto, altrimenti sono vuoti e senza liquidi, che è la loro forza».
Poi, su Masterchef e i suoi vincitori con annesse discussioni social: «Quest’anno c’è stata la polemica per l’eliminazione del ragazzo cinese di Bologna (Matteo Lee, in arte dottor Lee), ma aveva fatto un piatto sbagliato ed è andato a casa. Masterchef e 4 Hotel sono programmi veri, puliti, non ci sono compromessi, non avrei mai prestato il mio nome per qualcosa di diverso. Vi garantisco che ogni anno arrivano i migliori in semifinale e finale, non c’è storia: a fine programma alziamo il tiro noi e anche i concorrenti. Gli altri giudici? In quattro eravamo troppi, con l’ospite arrivavamo a cinque. In tre è il numero giusto, ognuno di noi ha un minutaggio, questo è il trio perfetto: abbiamo caratteri diversi, ci divertiamo molto anche nel backstage. Arrivi alle 8 del mattino e vai a casa alle 8 di sera, è un programma complesso ma 4 Hotel è più duro perché vai in mezzo alla gente e non sei blindato in studio. Giorgio Locatelli lo chiamiamo l’avvocato, la Regina...io e Antonino lo prendiamo in mezzo. Giochiamo a ping pong tra una scena e l’altra, è tutto vero». 
Infine, ha riavvolto sul nastro su alcuni momenti della sua vita: «Andavo a ballare alla discoteca La Mecca travestito da Renato Zero, ero un sorcino». E i cantanti incontrati negli hotel o nei ristoranti? «Baglioni non usciva mai dalla stanza, Zucchero si portò lo chef in un hotel di cinque stelle ma del resto mangiava alle 2 del mattino...».
Infine, spazio all’unico reale rimpianto: «Non prendere tre stelle Michelin in un colpo solo, anche se ne ho sette, è una cosa che mi ha dato fastidio. Ora la mia carriera da chef la considero terminata: dopo i 50 anni non hai più la potenza che ti serve per farlo, fisicamente ti mangia dentro: io ora vado a letto alle dieci e mezza, non ce la farei».