Corriere della Sera, 10 giugno 2026
La jella non esiste ma meglio evitarla
Il mitico presidente del Catania Angelo Massimino, come raccontò Francesco Merlo, si piazzava dietro il portiere avversario e recitava malefico: «Ammuccate ’sta puppetta! Ammuccate ’sta puppetta!». Intendeva il pallone da incassare nella rete: mangiati ’sta polpetta! Quello del Pisa Romeo Anconetani spargeva in campo, prima di ogni partita, manciate di sale e un giorno che gli serviva una botta speciale di fortuna si spinse a spargerne 26 chili.
Per non dire di Massimo Cellino che al Cagliari vietava l’uso del 17 e se doveva mettere in lista un diciassettesimo giocatore lo registrava con la maglietta numero «16+1». E insomma non c’è mondo schiavo della scaramanzia quanto quello del calcio.
Appena tocchi l’argomento i più esperti ricordano Giovanni Trapattoni che spruzzava acqua benedetta sulla panchina e il terreno di gioco e il difensore francese Laurent Blanc che ai mondiali ’98 baciava la testa rasata del portiere Fabien Barthez e il geniale Johan Cruijff che prima di ogni incontro masticava un chewing-gum per «versarlo» nella metà campo avversaria e il magnifico ex-portiere e poi allenatore Thomas N’Kono che nel 2002, semifinale Mali-Camerun della Coppa d’Africa, fu ammanettato in campo da una dozzina di agenti con l’accusa d’aver violato il regolamento che vietava l’uso di stregoni, guaritori, maghi, sciamani e magia nera...
Potremmo andare avanti per ore, a raccontare di Luca Toni che confidò dopo 16 goal di non riuscire a segnare il diciassettesimo perché aveva «perso il cornetto di corallo» e di un gatto nero finito forse sotto le ruote di Luís Figo e degli striscioni di animalisti (milanisti?) alla Pinetina che dicevano: «Figo infortunato, gatto vendicato» o ancora di certi iettatori professionisti come «’O Musicante» pagato in anni lontani dal Napoli per sedersi al Fuorigrotta fra i tifosi avversari...
Fatto sta che chi crede in queste faccende potrebbe notare una coincidenza: da quando la Nazionale di calcio il 5 ottobre 2016 firmò un accordo prendendosi come sponsor una società di scommesse, l’Italia sempre presente da 58 anni non è più riuscita ad andare ai mondiali del 2018, del 2022 e del 2026 che iniziano in questi giorni. Come diceva Benedetto Croce la jella non esiste. Tuttavia...