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 2026  giugno 10 Mercoledì calendario

Belfast, un rifugiato tenta di decapitare un uomo. Proteste e case in fiamme

Esplosioni, bidoni incendiati, un autobus in fiamme. L’accoltellamento di un uomo a Belfast da parte di un profugo proveniente dalla Somalia scatena proteste e violenza sulle strade dell’Irlanda del Nord e in diversi punti del Regno Unito. Il traffico bloccato, il dispiegamento massiccio della polizia, gruppi di manifestanti con il viso coperto che prendono d’assalto un edificio dove alloggiano migranti: scene tristemente familiari in un Paese dove cresce la tensione sull’immigrazione e che è stato profondamente provato dalla morte di un giovane bianco, Henry Nowak, per mano di un sikh che lo aveva falsamente accusato di odio razziale.
La vittima, di circa 40 anni, è ricoverata in condizioni gravi in ospedale. L’aggressore è stato formalmente incriminato di tentato omicidio. Un video, ampiamente condiviso sui social, lo ritrae mentre colpisce ripetutamente l’uomo, già immobilizzato a terra, cercando all’apparenza di decapitarlo. Sono stati i passanti a bloccarlo, uno con una mazza da curling, sino all’arrivo degli agenti, evitando così la tragedia.
Il primo ministro Keir Starmer ha definito gli avvenimenti di Belfast «ripugnanti», sottolineando che non ci sarà tolleranza per questo tipo di violenza sulle strade del Regno Unito. All’opposizione le sue dichiarazioni non bastano. La leader dei conservatori Kemi Badenoch ha accusato il primo ministro di destreggiarsi «con parole ma non con i fatti», mentre Nigel Farage ha chiesto che venga immediatamente fatto il nome del colpevole. Tale è la foga del dibattito, aizzata anche dagli interventi sui social di Elon Musk, che in serata il capo della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha preso la decisione di rendere noti alcuni dettagli sul presunto attentatore, che stando alle ricostruzioni avrebbe raggiunto la Francia dalla Somalia nel febbraio del 2023, poi Dublino e infine Belfast – quest’ultima tratta in autobus – dove a chiesto asilo ottenendo un visto quinquennale nel settembre dello stesso anno. «Queste sono le informazioni che abbiamo per ora», ha precisando, chiedendo ai cittadini di rispettare le norme di civilità e di permettere agli inquirenti di svolgere le indagini.
Emma Little-Pengelly, vicepremier nordirlandese, ha lanciato un appello alla calma. «So che siamo tutti sconcertati da ciò che è successo a Belfast. So che tanti di voi sono arrabbiati e che volete protestare, ma vi chiedo di farlo in modo pacifico. La violenza non aiuta la causa, la danneggia». La ministra per la giustizia, Naomi Long, ha aggiunto che «non possiamo permettere che vinca l’odio. Non c’è posto per teppisti mascherati che invadono le nostre strade, minacciano, disturbano e danneggiano le comunità. Chiedo a tutti di non lasciarsi strumentalizzare in questo modo».
I disordini intanto si allargano in altre zone del Paese. In Scozia è stato chiuso al traffico il ponte di Glasgow mentre nel centro della città la polizia è intervenuta per arginare manifestazioni contro gli immigrati. Simile la situazione a Edimburgo, con nugoli di violenza anche a Southampton, sulla costa meridionale del Regno Unito.