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 2026  giugno 10 Mercoledì calendario

La sfida di Orcel per la leadership: sale ancora in Commerz

Mentre la polvere del nuovo risiko bancario stenta ancora a posarsi, la silente Unicredit guarda oltre confine per raggiungere la leadership in Europa. Se le speculazioni si ricorrono sulla prossima mossa italiana del ceo Andrea Orcel – ora guardando a un ritorno su Banco Bpm, ora a un rafforzamento di quel 9% in Generali —, la certezza per ora resta il presidio del fronte prussiano di Commerzbank, su cui Piazza Gae Aulenti ha lanciato un’offerta pubblica di scambio in chiusura lunedì.
La legge tedesca darà altre due settimane di tempo in assenza di premio, Unicredit intanto ha consolidato ulteriormente la sua esposizione nella banca tedesca arrivando al 54% tra azioni e derivati. E dopo le accuse di Commerz della scorsa settimana, indossa i guantoni. Secondo un’analisi dell’istituto dell’Assia, i titoli conferiti all’offerta provenivano prevalentemente da partner commerciali di Unicredit, come la banca d’investimento giapponese Nomura, e non da investitori istituzionali. Commerzbank ha richiesto un’indagine sui fatti da parte dell’autorità di vigilanza finanziaria Bafin.
L’istituto guidato da Andrea Orcel rileva che qualsiasi insinuazione secondo cui l’istituto avrebbe intenzionalmente confuso il mercato per sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all’offerta «è priva di qualsiasi fondamento». Peraltro, sintetizza ancora la banca, «le comunicazioni sono effettuate ai sensi e in piena conformità con le disposizioni» della legge tedesca e «sono oggetto di un dialogo continuo, pienamente trasparente, con la BaFin», da cui non è arrivato alcun rilievo». Per Unicredit «il management di Commerzbank» ha sì il «pieno diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire all’offerta pubblica di scambio» mentre «non è invece legittimato a compromettere l’integrità del processo di offerta mediante accuse non supportate da evidenze, secondo cui le comunicazioni obbligatorie sarebbero fuorvianti, artificialmente gonfiate o comunque idonee a interferire impropriamente con il corretto svolgimento dell’operazione».
Unicredit è entrata nel capitale di Commerzbank nel 2024 e vorrebbe acquisire il controllo dell’intero istituto, fondato 156 anni fa, diventando la seconda banca europea per capitalizzazione (oltre 145 miliardi ai valori di ieri). Tuttavia, l’amministratrice delegata Bettina Orlopp, i dipendenti e il governo federale, che con una quota del 13% è il secondo maggiore azionista, si sono finora opposti con fermezza a una vendita. Dopo aver rinunciato già a Mps (nonostante una dote di 5 miliardi dal Tesoro) e dopo la fallita scalata a Banco Bpm, Unicredit sembra concentrata sull’estero. Ma le parole di Messina – «Se qualcuno è pronto a offrire più di noi (per Mps, ndr) ci potrà essere concorrenza e rimarremo nell’operazione finché potremo creare valore per i nostri azionisti» – sembrerebbero far presagire un ritorno di fiamma di Orcel.