Corriere della Sera, 10 giugno 2026
Borsa, la grande corsa alle banche. Intesa su Mps: avremo successo
Il risiko bancario spinge Piazza Affari oltre quota 51 mila punti e accende le scommesse degli investitori su una nuova stagione di consolidamento bancario destinata a ridisegnare gli equilibri del capitalismo finanziario italiano. Il Ftse Mib ieri è arrivato a toccare i 51.200 punti, ai massimi, prima di ripiegare nel finale insieme agli altri listini europei e chiudere a 50.262 punti, in rialzo dello 0,11%.
A trainare il mercato è la partita per il Monte dei Paschi di Siena. È una sfida che vale oltre 300 miliardi in Borsa, sommando le capitalizzazioni delle società coinvolte e di UniCredit che, pur impegnata sul dossier Commerzbank in Germania, resta una delle grandi incognite della partita.
Gli acquisti hanno riguardato tutti i titoli coinvolti. A guidare il rialzo è stata Unipol, che ha chiuso in progresso del 4,67%, diventando il miglior titolo tra i protagonisti del risiko. Il mercato ha premiato la soluzione costruita dal gruppo guidato da Carlo Cimbri, destinato a rilevare il marchio Mps e 635 filiali da trasferire successivamente a Bper. Per Intermonte è «un grande modo di mettere al lavoro il capitale», grazie all’acquisizione di attività bancarie strategiche con benefici su utili e dividendi dal 2027.
In rialzo anche Mps (+2,63%), Mediobanca (+2,97%), Bper (+2,9%), Generali (+2,13%), Banco Bpm (+1,54%) e Intesa Sanpaolo (+0,91%). Il Leone di Trieste, sul quale Intesa ha costruito una posizione pari a circa il 3% attraverso strumenti finanziari, ha aggiornato il proprio record storico, superando per la prima volta la soglia dei 40 euro per azione.
La reazione del mercato racconta, però, qualcosa di più. Gli investitori stanno scommettendo sulla possibilità che la sfida sia soltanto all’inizio: in Borsa le partite raramente si chiudono al primo rilancio e la presenza di Banco Bpm, che ha proposto un’integrazione con Mps, prospettando una fusione tra pari, nonostante le dimensioni diverse dei due istituti, alimenta l’idea di una competizione destinata a protrarsi nelle prossime settimane. Per questo il rialzo generalizzato dell’intero comparto suggerisce che il mercato continui a prezzare possibili sviluppi.
Per ora esiste una sola proposta formalizzata. L’Opas di Intesa prevede 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più una componente in contanti di un euro per ogni azione Mps. Una struttura mista, carta e cash, che nelle intenzioni di Intesa consente di riconoscere immediatamente valore agli azionisti senesi e, al tempo stesso, di preservare la capacità di creazione di valore per quelli di Intesa. Il premio del 12,5% rispetto ai valori del 5 giugno, presentato lunedì, è però già stato eroso dai rialzi del titolo senese e ora l’offerta è a sconto. Il prossimo passaggio chiave è atteso il 22 giugno, quando il consiglio di amministrazione di Mps dovrebbe pronunciarsi sull’offerta di Intesa.
Intervenendo a Bloomberg Tv, Messina ha ribadito che quella di Banco Bpm è una «lettera d’amore», sostenendo che non si tratta di una vera offerta ma di una richiesta di avviare una conversazione per una fusione. «L’unica offerta in campo è la nostra», ha detto il banchiere, aggiungendo che l’operazione ha «grande probabilità di successo». Messina ha poi aggiunto: «Mettendo fin dall’inizio cash sul tavolo vogliamo dire che non vogliamo aggiungere soldi all’operazione». Secondo il numero uno di Intesa, il premio riconosciuto agli azionisti di Mps è già corretto e l’andamento dei titoli riflette questa valutazione.
Eppure la sensazione è che la partita resti aperta. Banco Bpm continua a lavorare alla propria proposta di aggregazione con Siena, mentre sullo sfondo il mercato si interroga sulle prossime mosse di Andrea Orcel, anche alla luce del 9% detenuto da UniCredit in Generali. Il paradosso è che fino a pochi anni fa Mps era considerata una banca da salvare. Oggi, dopo il risanamento realizzato da Luigi Lovaglio, Siena è diventata la preda più ambita del sistema bancario italiano.