Corriere della Sera, 10 giugno 2026
Resa dei conti nel Partito popolare turco
Una resa dei conti a distanza. Ieri il Partito popolare repubblicano (Chp), fondato da Mustafa Kemal Atatürk, ha vissuto una giornata surreale: due leader, due riunioni, due messaggi contrapposti. Da una parte Özgür Özel, destituito il mese scorso da una controversa sentenza che ha annullato il congresso del 2023 e lo ha rimosso dalla guida del partito; dall’altra Kemal Kiliçdaroglu, reinsediato alla presidenza dai giudici.
Mentre Özel parlava ai deputati nella sede del Parlamento ad Ankara, Kiliçdaroglu si rivolgeva ai sostenitori riuniti nel quartier generale del partito. Un’immagine che restituisce la profondità della frattura che attraversa il Chp e che rischia di indebolire l’unica forza politica oggi in grado di contendere il potere a Recep Tayyip Erdogan.
Davanti ai parlamentari, Özel ha presentato lo scontro interno come parte di un più ampio tentativo di neutralizzare l’opposizione. «Non si tratta di arrendersi ma di resistere», ha detto, sostenendo che l’obiettivo finale sia eliminare il Chp e il suo candidato presidenziale Ekrem Imamoglu per consentire a Erdogan di prolungare il suo dominio. Kiliçdaroglu ha invece scelto di puntare sulle accuse di corruzione che da mesi colpiscono amministratori e sindaci del partito.
Purificheremo il Chp dalla corruzione. Faremo politica pulita», ha promesso ai suoi sostenitori. Per ora la maggioranza dei 138 deputati del Chp continua a sostenere Özel ma se questa crisi non si risolverà in fretta il partito ne uscirà indebolito irrimediabilmente.