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 2026  giugno 09 Martedì calendario

Andrea Cavallari incendia la cella e aggredisce due agenti

Grave episodio nel carcere di San Domenico di Cassino, dove uno dei responsabili della strage di Corinaldo, il terribile episodio avvenuto l’8 dicembre del 2018 all’interno della discoteca “Lanterna Azzurra”, ha prima appiccato un incendio in cella e quindi aggredito con violenza i due poliziotti intervenuti, mandandoli in ospedale.
Protagonista in negativo della vicenda, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Andrea Cavallari, 27enne già condannato in via definitiva alla pena detentiva di 11 anni e 10 mesi per la tragedia che provocò 6 morti e 59 feriti e che lo scorso anno balzò agli “onori” della cronaca per l’evasione dalla Dozza di Bologna messa in atto durante il permesso straordinario concessogli per discutere la tesi di laurea.
Cavallari, denuncia il sindacato, ha dato fuoco a uno sgabello che si trovava all’interno della sua cella: la densa coltre di fumo prodotta dall’incendio si è rapidamente diffusa per tutto il primo piano del reparto di isolamento, facendo scattare l’allarme. Gli agenti della penitenziaria in servizio sono entrati immediatamente in azione per evitare che la situazione potesse ulteriormente degenerare, facendo scattare i piani di evacuazione previsti dai protocolli di emergenza: dopo aver messo in sicurezza tutti i detenuti ristretti nella sezione, si sono diretti verso la cella di Cavallari, ma il detenuto si è dimostrato fin da subito particolarmente aggressivo.
Il primo a giungere sul posto è stato un giovane agente, peraltro in servizio da pochi giorni, aggredito da Cavallari con pugni e schiaffi. Non è andata meglio al collega più esperto, colpito violentemente alla schiena e alle gambe dallo stesso detenuto con la gamba di un tavolo in dotazione alla sua cella. Dopo aver bloccato il 27enne, grazie anche all’aiuto di alcuni colleghi, i due agenti feriti sono stati prima medicati nell’infermeria del penitenziario, quindi successivamente trasferiti al pronto soccorso, dove hanno ricevuto una prognosi di 5 e 7 giorni. Oltre alle lesioni, spiega ancora il Sappe, entrambi hanno subito un forte trauma psicologico.
Il segretario generale Donato Capece e quello regionale del Lazio Maurizio Somma hanno voluto esprimere “totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti”.
"Quanto accaduto a Cassino rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il personale di Polizia Penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili, esponendosi a rischi altissimi per garantire la sicurezza degli istituti e della collettività”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta, “chi alza le mani contro un poliziotto penitenziario attacca lo Stato e deve essere perseguito con la massima intransigenza”.