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 2026  giugno 09 Martedì calendario

Immagini satellitari manipolate con l’IA: la nuova propaganda

In guerra la prima vittima è la verità, recita il vecchio adagio. L’ultimo conflitto in Iran non fa eccezione. Ma aggiunge un nuovo capitolo alla lunga storia della disinformazione bellica: la manipolazione delle immagini satellitari. Per decenni gli scatti realizzati dagli “occhi nel cielo” erano considerati come una prova regina, impossibile da alterare, che certifica fedelmente quello che accade sul campo. L’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa ha iniziato a incrinare questa certezza. Ora quelle immagini sono entrate nel catalogo dei materiali “taroccati” dalla propaganda di guerra.
Un episodio esemplare è accaduto a febbraio, dopo gli attacchi di Usa e Israele in Iran. Il quotidiano governativo “Teheran Times” ha pubblicato su X l’immagine che ritraeva, secondo la didascalia originale, un «radar statunitense completamente distrutto in Qatar» presentando la classica sequenza del “prima” e del “dopo” in due immagini affiancate. Nel giro di poche ore ricercatori indipendenti esperti in intelligence open source hanno smascherato il fake, che nel frattempo aveva raggiunto oltre un milione di visualizzazioni: l’immagine era una fotografia ottenuta un anno prima da Google Earth, scattata in Bahrein e in seguito modificata con l’Ai di Gemini: luogo errato, periodo errato e danni inventati. Il confronto con immagini satellitari più vecchie ha portato all’identificazione di elementi identici, come le automobili ferme nelle stesse posizioni.
Un piccolo episodio di disinformazione, rivelato a stretto giro. Ma che ha evidenziato il grande valore delle immagini satellitari, e come la loro manipolazione ha cambiato le regole del gioco nei conflitti moderni. Sebbene non si tratti di una tecnica del tutto nuova – nel 2014 la Russia diffuse immagini satellitari false dell’aereo della Malaysian airlines centrato da un missile – gli esperti sostengono che con l’attuale conflitto che vede Stati Uniti e Israele contro l’Iran c’è stato un salto di qualità. La testimonianza di quanto sia efficace la narrazione suffragata da immagini satellitari, anche se manipolate.
Non è un caso che a marzo l’azienda Usa Planet Labs, leader nella fornitura di immagini satellitari, abbia sospeso la diffusione degli scatti realizzati nella regione dell’Iran e del golfo Persico, coinvolte nel conflitto. La richiesta è arrivata direttamente dal governo statunitense. In precedenza c’era già stata una stretta, imposta da Washington: prima l’imposizione di un ritardo di 96 ore nella diffusione delle immagini e in seguito una sospensione di due settimane su tutto ciò che avesse a che fare con la guerra in Iran.