corriere.it, 9 giugno 2026
Una causa minaccia di bloccare l’incontro Ufc alla Casa Bianca
Domenica 14 a Washington ci sarà il primo incontro di arti marziali miste mai organizzato alla Casa Bianca. Anche se i lavori proseguono senza sosta per costruire il ring, la gabbia in cui si scontrano i lottatori e le tribune per ospitare cinquemila spettatori, una causa federale potrebbe far fermare tutto.
La sfida legale è stata intentata dal Public Integrity Project per conto di due residenti della Virginia e sostiene che il presidente Trump non abbia ricevuto l’autorizzazione adeguata per ospitare l’incontro. L’evento infatti si svolge proprio all’interno della Casa Bianca, considerato un parco federale e per questo violerebbe una norma statale che impedisce lo svolgimento di qualsiasi manifestazione in uno spazio simile. «Si tratta fondamentalmente di un uso privato, commerciale e corrotto dei nostri monumenti nazionali più sacri per un guadagno privato», ha spiegato Brendan Ballou, uno degli avvocati che segue la causa, alla Bbc.
Inoltre, hanno spiegato i legali, il Congresso non avrebbe dato il proprio consenso all’arco che sovrasta l’area del match e non sarebbe stata fatta alcuna valutazione di impatto ambientale prima della sua costruzione. Nelle ultime settimane, i lavori per la costruzione di ring e arco hanno fatto scattare diverse polemiche per la grandezza delle strutture (solo il palco per il ring pesa 600 tonnellate) e sui social molti le hanno addirittura paragonate a un parco divertimenti. Invece il presidente Trump aveva dichiarato che sono «belle come la Torre Eiffel», lasciando intendere che forse potrebbero rimanere anche dopo la fine della manifestazione.
Un altro aspetto contestato dai legali è il legame tra l’incontro e i festeggiamenti per i 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti (l’evento è stato chiamato proprio UFC Freedom 250, ndr), che invece sarebbe solo un pretesto per avere uno scontro di arti marziali miste nel giorno del compleanno (saranno 80 anni) di Donald Trump, grande appassionato di questo sport.
La Casa Bianca ha subito risposto alle accuse, ribattendo che la contestazione è un tentativo «ostruzionistico, infondato e dilatorio» per impedire a Trump di ospitare l’incontro e che l’evento «non è diverso dai vari altri eventi ospitati dalla Casa Bianca sul prato sud e dagli eventi regolarmente autorizzati sull’Ellipse e sul National Mall durante tutto l’anno». Non solo, perché l’evento «non celebra in alcun senso sostanziale» l’anniversario della fondazione del Paese e non è organizzato dal governo federale né dalla commissione ufficiale incaricata delle celebrazioni.
In attesa di nuovi sviluppi, la Ultimate Fighting Championship ha dichiarato che ci saranno anche maxi-schermi e fino a 85 mila biglietti distribuiti gratuitamente nelle aree vicine alla Casa Bianca per assistere all’evento. E il presidente Trump ieri ha pubblicato un video sul suo profilo social ufficiale in cui si vede, sorridente, mentre controlla i lavori.