corriere.it, 9 giugno 2026
Morte della giudice Ercolini, indagati per omicidio il marito e un ex poliziotto
Francesca Ercolini, la giudice molisana di 51 anni trovata morta in casa il 26 dicembre 2022, è stata uccisa. È questa l’ipotesi per la quale procede la Procura de L’Aquila, competente per i magistrati che operano nelle Marche. Francesca, infatti, originaria di Campobasso, lavorava ad Ancona come presidente della seconda sezione civile del tribunale. E viveva a Pesaro con il marito, Lorenzo Ruggeri, 56 anni, noto avvocato civilista, e il figlio allora sedicenne. È nella casa di Pesaro che la giudice è stata trovata morta: impiccata con un foulard a una ringhiera interna. Una messinscena secondo i pm. Chi la uccise, strangolandola, poi inscenò il suicidio. Chi la uccise? I nomi iscritti nel registro degli indagati sono due: quello del marito e quello di un ex ispettore di polizia, caro amico della famiglia, entrambi già indagati per depistaggio con altre quattro persone.
Le indagini indirizzate verso il padre e il figlio
Da subito, da quando l’ipotesi del suicidio ha iniziato a vacillare, le indagini si sono indirizzate verso la famiglia: il padre e il figlio. Gli uomini che hanno sostenuto di avere trovato Ercolini impiccata. In modo piuttosto strano: con un lungo foulard malamente annodato alla ringhiera. Eppure il suo collo presenta un solco stretto e netto incompatibile con il pezzo di stoffa. Non solo, all’arrivo dei soccorsi la donna era già a terra, sul pavimento. Nella nuova inchiesta sono entrati in campo i Ris che hanno messo nero su bianco queste anomalie. Ma qualcuno lo aveva gia fatto, la madre di Francesca, Carmela Fusco. Grazie a lei sono emerse le ombre dentro quella famiglia. Francesca sarebbe stata sistematicamente maltrattata e umiliata dal marito e anche dal figlio. Lo raccontano le foto e i video che la signora ha prodotto. Immagini del volto di Francesca pestato. E poi ci sono i messaggi, le parole di una donna disperata per quello che stava subendo. Gli esposti presentati da Fusco tramite l’avvocato Giuseppe Lattanzio hanno determinato una prima iscrizione di padre e figlio per maltrattamenti. Ma ora la Procura va oltre. Ritiene che, almeno Ruggeri, sia coinvolto nel delitto.
Ieri, si è svolto a Roma, nel l’istituto di medicina legale, dove si trova il corpo riesumato della giudice, un accertamento importante. Il solco sul suo collo è stato raffrontato con due cavi elettrici sequestrati dal Ris nella casa di Pesaro. Su questo le interpretazioni divergono. Il consulente della difesa, Mariano Cingolani, sostiene che l’incidente probatorio non ha portato a nulla: «Nessuna compatibilità». Sarà probabilmente il prossimo accertamento, la cui data è ancora da fissare, fugare ogni dubbio.