corriere.it, 9 giugno 2026
Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione
Tre indagati per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio in una vicenda che riguarda la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Un avvocato, un imprenditore e un magistrato della Corte dei Conti avrebbero tentato di interferire con la realizzazione dell’opera (già sotto il faro della Procura di Roma). Secondo un comunicato a firma del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, i tre si sarebbero accordati per ottenere un parere preliminare positivo sulla fattibilità dell’opera. A quanto è stato possibile verificare il magistrato contabile è Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei Conti. Mentre l’avvocato è Giacomo Saccomanni e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio.
Dal magistrato notizie sulla procedura della Corte contabile
Avvicinato da avvocato e imprenditore il magistrato, dal canto suo, avrebbe offerto la propria disponibilità al progetto illecito, fornendo aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa. Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29.10.2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse dello «Stretto di Messina Spa», una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust. Le perquisizioni effettuate dalla Procura avevano offerto significative conferme all’ipotesi di reato.