Corriere della Sera, 9 giugno 2026
Mosca risponde agli europei: «I negoziati sono inutili»
Dopo la riunione degli «E3» (Starmer, Macron, Merz) con Zelensky domenica sera a Londra, che ha fissato cinque punti sul sostegno dell’Europa all’Ucraina e su un possibile negoziato diretto per un cessate il fuoco, ieri è arrivata la consueta risposta di Mosca, ovvero il rifiuto di qualsiasi trattativa che non corrisponda a una capitolazione di Kiev.
«Non so come si possa anche solo parlare di negoziati in questo contesto», ha dichiarato il ministro degli Affari esteri russo Serghei Lavrov in conferenza stampa con il ministro degli Esteri del Bangladesh Khalilur Rahman. «In questo momento, tutto dipende non dai negoziati, ma dalle azioni dei nostri eroi in prima linea».
E ancora: «La lettera di Volodymyr Zelensky al presidente russo Vladimir Putin ha fatto il giro del mondo, le persone educate non fanno così. Questo indica che l’Ucraina non vuole negoziati», ha aggiunto un Lavrov maestro di buone maniere. In sostanza, secondo la Russia, sarà il campo di battaglia, e non la diplomazia, a stabilire il corso della guerra in Ucraina. Il che però potrebbe non andare a vantaggio di Mosca, perché da almeno due mesi le truppe russe non riescono ad avanzare e anzi subiscono la controffensiva ucraina. E se Putin ha intensificato i raid su bersagli civili, l’Ucraina ha messo a segno alcune azioni spettacolari come l’attacco di droni su San Pietroburgo proprio mentre il leader russo presiedeva il forum economico.
Gli sforzi diplomatici congiunti dell’Europa e dell’Ucraina, per ora, non convincono certo la Russia a trattare, ma servono almeno a rinsaldare l’alleanza con Kiev nel momento del grande disinteresse americano. Mentre Donald Trump si occupa soprattutto di Medio Oriente (ieri, però, secondo Axios Zelensky ha sentito gli inviati Usa Witkoff e Kushner), dopo avere cercato con Putin in Alaska una specie di pace alle spalle di ucraini ed europei, il G7 di lunedì, martedì e mercoledì prossimi a Evian, in Francia, con la partecipazione di Zelensky martedì, vedrà gli europei saldi accanto all’Ucraina, un’alleanza che sembra capace di resistere a Mosca anche senza l’aiuto di Washington.
Il presidente Macron vuole dare al rinnovato asse Europa-Ucraina una dimensione anche visibile e simbolica con la parata militare del 14 luglio, che avrà quest’anno come tema «il risveglio strategico dell’Europa» e si concentrerà sul dimostrare che la Francia è «determinata» e «non è sola», ha annunciato ieri con una conferenza stampa il generale Loïc Mizon. Due Mirage 2000 sfrecceranno sugli Champs Élysées pilotati da equipaggi franco-ucraini, davanti ai leader della coalizione dei Volenterosi che avranno accettato l’invito di Parigi. La parata si concluderà con l’inno europeo, l’Inno alla gioia di Beethoven.
In attesa del momento solenne, ieri intanto i caccia Rafale francesi appartenenti alla forza Nato di protezione degli Stati baltici hanno compiuto un’azione più concreta, abbattendo un drone russo che aveva sconfinato nello spazio aereo della Lettonia. In Ucraina, la Russia ha sferrato un attacco contro i civili nel centro di Zaporizhzhia, uccidendo due donne e ferendo 18 persone. «I droni russi hanno colpito appartamenti e automobili», ha detto il governatore della provincia, Ivan Fedorov.