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 2026  giugno 09 Martedì calendario

Trump «ferma» Israele e Iran. Che però sono prontissimi a ricominciare

Rallenta l’escalation che ha riacceso il conflitto in Medio Oriente, segnando il punto più teso dalla tregua di aprile.
In un discorso televisivo il premier Benjamin Netanyahu ha affermato che sospenderà gli attacchi contro l’Iran «per ora», pur sottolineando che la lotta contro Teheran e Hezbollah «non è finita» e che Israele continuerà a rispondere a qualsiasi attacco sul suo territorio. Una dichiarazione che si rispecchia in quella di Teheran. «Si annuncia la cessazione delle operazioni delle forze armate», ha annunciato Khatam al-Anbiya, comando militare di emergenza iraniano. «Tuttavia, si sottolinea che se l’aggressione e gli atti di ostilità dovessero continuare, anche nel Libano meridionale, verranno adottate misure ben più severe e repressive». Parole che arrivano dopo un post su Truth in cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato le parti a «cessare immediatamente di sparare». Il capo della Casa Bianca e il premier israeliano hanno poi avuto una seconda telefonata in cui Trump avrebbe detto all’alleato di stare attento «perché potresti ritrovarti molto presto da solo contro l’Iran».
La nuova fase del conflitto tra Iran e Israele è iniziata domenica sera, quando Teheran ha lanciato i suoi primi attacchi missilistici contro Israele poche ore dopo che Israele aveva colpito le infrastrutture di Hezbollah a Beirut, nonostante l’accordo di cessate il fuoco in Libano annunciato da Trump la settimana scorsa.
Tra la notte di domenica e il pomeriggio di lunedì, l’Iran ha lanciato un totale di 24 missili balistici contro Israele, tutti intercettati o caduti in aree aperte. Di questi, due sono stati tirati dai ribelli Houthi yemeniti che hanno minacciato di tornare a colpire nello stretto di Bab el Mandeb e nel Mar Rosso. Nessun ferito negli attacchi, sebbene un frammento di missile che ha colpito la Cisgiordania abbia danneggiato diverse abitazioni in un insediamento. Israele ha risposto con due ondate di raid contro l’Iran, prendendo di mira infrastrutture militari ed energetiche. Durante la notte, decine di caccia dell’aeronautica israeliana hanno colpito nove sistemi di difesa aerea iraniani nell’Iran occidentale e centrale. L’Idf ha successivamente diffuso filmati che mostrano un attacco a uno dei sistemi, che secondo l’esercito era armato con missili antiaerei. Poi ieri mattina, aerei da combattimento israeliani hanno anche colpito tre stabilimenti in un complesso petrolchimico nel sud-ovest dell’Iran. Gli attacchi israeliani contro l’Iran hanno ferito almeno 15 persone, secondo quanto affermato dall’Organizzazione nazionale per le emergenze mediche in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana.
E se nella serata di ieri, sia Israele che Iran hanno revocato la chiusura delle scuole, nel Sud del Libano si continua a morire. Sette persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise durante un raid israeliano nella regione di Nabatieh e altre cinque sono morte sempre in un bombardamento vicino a Tiro. A non essere risparmiata dal conflitto, anche la Striscia. Sei palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani, tra cui un bambino di 8 anni mentre l’idf rivendica la morte di tre esponenti della Jihad islamica. Oggi – secondo quanto annunciato dal Coordinatore delle attività governative nei territori(Cogat) del ministero della Difesa israeliano – riaprirà il valico di Kerem Shalom verso Gaza per consentire «gradualmente» l’ingresso degli aiuti a partire da martedì. Ciò avviene dopo che domenica ne era stata sancita la chiusura per ragioni di sicurezza, decisione criticata da organizzazioni umanitarie tra cui Medical Aid For Palestinians e Save The Children.