La Stampa, 8 giugno 2026
Trump vuole un risarcimento per i rivoltosi di Capitol Hill e insiste sulle "elezioni rubate"
«Finiamola qui, ne ho avuto abbastanza, grazie cara». Donald Trump si è già sfilato da solo il microfono, poi si alza dalla sedia e si allontana mentre Kristen Welker, conduttrice del programma Meet The Press sulla Nbc, prova a fermarlo. «Sono venuta appositamente in Wisconsin….». Il presidente ha già lasciato il set infastidito dalla piega delle domande e dal clima: «Sono rimasto seduto sotto la pioggia con te per un’ora. Ti ho concesso abbastanza tempo. Dovresti metterti in riga. Un Paese non potrà mai essere grande con una stampa disonesta». Sipario. L’intervista, registrata venerdì e trasmessa ieri mattina, è durata un’ora. Il “set” è in un capannone agricolo il cui tetto in lamiera è martellato costantemente dalla pioggia che ha costretto più volte la conduttrice a sospendere la registrazione.
Il presidente parla di asset iraniani «che non scongelerò in anticipo» e di «sanzioni che non toglierà», di negoziati, di Libano, di tassi di interesse «non c’è ragione che la Fed li alzi». È un colloquio tranquillo, un botta e risposta con una delle più rispettate giornaliste d’America – un tempo corrispondente della Casa Bianca – ma Trump dimostra ancora una volta di essere prigioniero “del mondo di ieri”, della retribution legata ai nemici politici, dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio e della cantilena delle elezioni «rubate» del 2020 malgrado nessun tribunale, di qualsiasi grado, abbia mai confermato illegalità. Ferita aperta, nervo scoperto che basta solleticare per avere reazioni.
Basta aprire il capitolo del fondo da 1,8 miliardi di dollari per ripagare le vittime dell’uso politico della giustizia, per accendere la miccia e portare il presidente a parlare di elezioni rubate, stampa corrotta, tutti, “Abc, Cbs e la Cnn”, e assalitori di Capitol Hill come vittime. L’Attorney General ad interim Todd Blanche (che sarà promosso a pieno titolo nell’incarico) ha cancellato la proposta di creare il fondo dopo la ribellione dei repubblicani al Congresso. Trump però anziché fare marcia indietro, rilancia. «Credo che il fondo “anti-weaponizzazione” sia una grande idea, e così la pensano molti repubblicani. Se viene approvato bene, altrimenti sarò molto deluso». L’idea all’origine di questo fondo era di rimborsare le vittime «della giustizia a senso unico» – nella visione trumpiana – amministrata da Biden e dai suoi collaboratori. Quindi i soldi dovevano servire per ripagare anche gli intrusi di Capitol Hill del 6 gennaio 2021 oltre che i collaboratori del presidente Trump finiti nei guai per aver orchestrato le manovre per dimostrare che le elezioni del 2020 non furono vinte da Biden.
Chi ha attaccato la polizia il 6 gennaio dovrebbe ricevere rimborsi con i soldi dei contribuenti?, domanda Welker. «Non sarei incline a dire questo, dovrei valutare la cosa – ha risposto Trump –. Mi piace l’idea del fondo di compensazione perché gente come te della stampa faziosa, persone stupide come Biden, quello che hanno fatto lui e i suoi collaboratori è distruggere le vite delle persone, mandare persone che non avevano fatto nulla in galera». «Queste persone sono state ingiustamente prese di mira dai procuratori e meritano un risarcimento», ha quindi detto Trump sottolineando che 172 persone hanno dovuto dichiararsi colpevoli per evitare 15 anni di galera, che famiglie sono state distrutte, che si sono stati suicidi a causa della giustizia politicizzata.
A nulla sono servite le obiezioni della giornalista, «non ci sono prove, presidente», se non ad aizzare ulteriormente il leader Usa: «Ci sono tremende prove, guarda i video. Le elezioni sono state rubate. Sono state elezioni sporche e sta accadendo ancora in California».
Martedì ci sono state le primarie nel Golden State e i risultati non sono ancora certificati. «Serve tempo», dice Welker, «No, cinque giorni dopo il voto nemmeno i risultati danno, stanno rubando le elezioni». Xavier Becerra, democratico, è risultato il più eletto. Al secondo posto è testa a testa fra il repubblicano Steve Hilton e il democratico Tom Steyer, per ottenere l’accesso alle Midtern di novembre.