repubblica.it, 8 giugno 2026
Detenuto riceve tre sim dalla fidanzata con un bacio
Quei “baci” durante l’orario di visita altro non erano che metodi per introdurre sim all’interno della struttura. Le schede telefoniche venivano trasferite direttamente tramite la bocca, e poi inserite nei cellulari tenuti illegalmente nelle celle. È questo uno degli elementi emersi dall’indagine dei carabinieri della compagnia di Modugno “Re Nero”, che ha permesso di fare luce sui fatti accaduti a Palo del Colle tra il 2023 e il 2024 e che hanno portato all’arresto, questa mattina, di quattro persone. Si tratta di: Donato Antonio Alfarano, Giovanni Lopez e Giuseppe Caputo in carcere e Crescenza Carbonara agli arresti domiciliari
Oltre che nel comune in provincia di Bari, i militari hanno agito anche all’interno del carcere di Lecce e Paola, dove si trovavano alcuni degli indagati. Tra i reati contestati, aggravati dal metodo mafioso, c’è anche il tentato omicidio del 16 novembre 2023 che ha visto come protagonista un imprenditore locale, costretto da un pregiudicato legato al clan Strisciuglio, a cedere auto a noleggio senza ricevere alcun pagamento.
Pochi giorni prima dell’assalto, l’affiliato aveva noleggiato un’auto dalla vittima, dandole poi fuoco, invece di restituirla. Qualche giorno dopo, mentre l’imprenditore si trovava in un bar, sono stati esplosi quindici colpi di pistola contro l’ingresso del locale, con l’intento di colpire i presenti.
L’auto utilizzata per l’agguato è stata poi trovata carbonizzata. Le indagini sono proseguite anche all’interno del carcere: a gennaio del 2024, dal carcere sarebbe arrivato l’ordine di rubare e incendiare l’auto della fidanzata dello stesso indagato. La donna, nonostante fosse consapevole di tutto, ha scelto di denunciare il furto: proprio lei, però, avrebbe collaborato alle operazioni criminali, anche grazie a quei “baci” durante gli orari di visita, con cui riusciva a cedere le sim da utilizzare in carcere. Al termine delle indagini, tre indagati sono stati portati in carcere, mentre un quarto è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Per un quinto indagato non è stata applicata alcuna misura cautelare