repubblica.it, 8 giugno 2026
Commissione Covid, cittadini interrogati in commissariato: l’opposizione lascia i lavori
Una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato a cui mai è stato risposto. Così le opposizioni, che avevano chiesto di sconvocare la seduta di oggi della commissione d’inchiesta sulla pandemia Covid, ai tempi al governo c’erano Pd e M5S, hanno deciso di abbandonare la riunione che prevedeva alcune audizioni.
“Fratelli d’Italia ha superato una linea rossa”, scrivono in una nota congiunta i capigruppo di Pd, M5S, Avs e Iv della commissione parlamentare di inchiesta. “Il presidente ha delegato consulenti della commissione a effettuare interrogatori di semplici cittadini in un commissariato di polizia. Per questo motivo, abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato chiedendo lo sconvocazione dell’audizione di oggi, senza però ottenere risposta. Alle nostre proteste, FdI ha risposto che la delega sarebbe stata decisa in un Ufficio di presidenza della stessa commissione. Fatto mai avvenuto, perché in Udp non si è mai tenuto un voto sulla delega a soggetti esterni. L’attività dei parlamentari risulta peraltro non delegabile e di conseguenza sia la delega che le attività svolte risultano nulle e illegittime”. Per questo “abbiamo abbandonato i lavori e chiesto le dimissioni del presidente Lisei”.
Il quale replica dicendo che “non è stato violato nulla” e che è sua “intenzione andare avanti, andare avanti con la seduta come era stata prevista. Avete scritto ai presidenti di Camera e Senato, ci sono altri soggetti che eventualmente valuteranno la cosa, sono tranquillo”.
Interviene il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che racconta come durante la seduta, a domanda del gruppo Fratelli d’Italia, sia stato risposto che le indagini in questione erano state disposte “all’unanimità per ben due volte dall’ufficio di presidenza, alla presenza degli stessi commissari delle minoranze. Esistendo un verbale e anche una registrazione di queste due sedute, Fratelli d’Italia ha chiesto di ascoltarli, ma le minoranze si sono opposte”. L’esponente meloniano domanda: “Perché la compagine giallo-rossa continua ad aver paura del lavoro della commissione tanto da esporsi a queste figuracce?”.
Il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia ha insistito durante la seduta ricordando che una “commissione d’inchiesta non è un tribunale politico, non è una procura parallela, non è uno strumento soprattutto nelle mani della maggioranza, non è un luogo dove si costruiscono teoremi da consegnare alla propaganda di parte. Mai nella storia una commissione d’inchiesta era stata utilizzata contro un governo del passato”.