corriere.it, 8 giugno 2026
Bending Spoons sbarcherà sul Nasdaq a fine giugno (e varrà 20 miliardi di dollari)
Ora è ufficiale: Bending Spoons intende quotarsi a Wall Street, sponda Nasdaq. Confermando quanto anticipato dal Corriere, lunedì 8 giugno l’azienda tecnologica milanese ha presentato domanda di ammissione alla Security Exchange Commission, la Sec, l’autorità di Borsa americana. L’obiettivo sarebbe completare la procedura di approdo a New York entro la fine del mese di giugno, sulla scorta dei buoni riscontri ottenuti dagli investitori.
I numeri di Bending Spoons
Dal documento depositato alla Sec emergono anche alcuni dati interessanti sull’andamento delle attività di Bending Spoons. L’azienda guidata da Luca Ferrari ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,3 miliardi di dollari e un margine di profitto di 277 milioni. Numeri che, però, lievitano fino a 2,6 miliardi se si includono nel perimetro Eventbrite, AmericaOnline e Vimeo, concluse sul finire dello scorso anno.
La crescita dei ricavi
D’altra parte, quella di Bending Spoons è una storia di acquisizioni – oltre 50 dalla fondazione nel 2013 a Milano – che hanno spinto la crescita dei ricavi a ritmi vertiginosi. Fra gennaio e marzo di quest’anno il fatturato è triplicato rispetto ai primi tre mesi del 2025, passando da 200 a 600 milioni di dollari. E l’obiettivo della società è continuare lungo questo percorso anche grazie ai 4 miliardi che, secondo indiscrezioni, Bending Spoons conta di raccogliere a Wall Street.
La valutazione
La valutazione potrebbe attestarsi intorno ai 20 miliardi – doppia rispetto a quello ottenuta nell’ultimo aumento di capitale di dicembre, anche se questo aspetto sarà meglio definito nelle prossime settimane. Un impatto sui numeri e sull’operazione Bending Spoons potrebbe averlo anche la mega-quotazione di SpaceX in programma il 12 giugno: una buona ricezione e performance del gruppo di Elon Musk potrebbe dare una spinta anche ai successivi candidati all’ipo a Wall Street.
Il confronto
Se questi numeri fossero confermati, la quotazione di Bending Spoons a Wall Street sarebbe un traguardo storico per un’azienda italiana. Con 20 miliardi di capitalizzazione di Borsa, l’ex startup fondata nel 2013 si metterebbe alle spalle aziende storiche come Unipol, Telecom Italia e Mediobanca. D’altra parte, la tesi di investimento presentata dalle banche al lavoro sul collocamento si fonda sull’assunto che Bending Spoons prosegua nel percorso di crescita che l’ha portata nel giro di poco più di un decennio da zero a 1,3 miliardi di dollari di fatturato.
Gli azionisti
Merito di una robusta campagna acquisti, sostenuta oltre che dalle risorse interne da 5 miliardi di capitali raccolti da investitori del calibro Baillie Gifford (fondo «scopritore» di Tesla), Tamburi, l’ex cfo di Apple Luca Maestri e l’ex tennista Andre Agassi. Dalla sua fondazione, Bending Spoons ha concluso oltre 50 acquisizioni fra cui quelle di America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, Koomoot, Eventbrite. Le app del gruppo contano oggi oltre 400 milioni di utenti attivi mensili e 10 milioni di clienti paganti. «Mi piace l’idea di lasciare un segno e l’idea di costruire un’azienda di calibro internazionale per l’Italia – ha detto Ferrari qualche mese fa in un’intervista al Corriere – Al Paese potrebbe dare uno scossone e spero provochi quel cambio culturale di cui ha bisogno».
Gli advisor
J.P. Morgan e Allen & Company LLC svolgono il ruolo di joint lead book-running manager dell’offerta. Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Societe Generale, Crédit Agricole CIB, IMI – Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros – Gruppo Banco BPM svolgono il ruolo di joint book-running manager dell’offerta.