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 2026  giugno 08 Lunedì calendario

Modena, muore senza eredi: patrimonio immobiliare allo Stato

Il giudice tutelare del tribunale di Modena ha dichiarato «l’eredità vacante» di un uomo deceduto in provincia di Reggio Emilia nel marzo del 2009. Il patrimonio immobiliare dell’uomo, che si trova in provincia di Modena, ora passa definitivamente nelle mani dello Stato. 
La norma applicata dal giudice è relativa all’articolo 586 del codice civile che risolve a monte il potenziale problema (economico, giuridico e sociale) derivante dall’assenza di eredi del defunto, volendo in particolar modo evitare che i beni della persona deceduta possano rimanere in stato d’abbandono, in quanto privi di un legittimo titolare. 
Si parla in questo caso appunto di «eredità vacante», ossia di un’eredità priva di eredi legittimi o testamentari. 
Quando l’eredità va allo Stato
Il giudice Daniela Di Girolamo del Tribunale civile di Modena, competente per giurisdizione, ha quindi dichiarato cessata la dichiarazione di giacenza dell’eredità «per intervenuta prescrizione del diritto di accettare l’eredità da parte di tutti i chiamati» e conseguentemente ha revocato la nomina del curatore nominato, stabilendo infine «l’acquisto automatico allo Stato dei beni dell’uomo». 
I patrimoni senza eredi in Italia valgono 8 miliardi di euro
Il fenomeno dei «patrimoni senza eredi» è stato al centro di numerose riflessioni e studi, anche da aprte della Fondazione Cariplo. 
In Italia, in assenza di testamento e parenti fino al sesto grado, l’eredità è devoluta allo Stato. Tuttavia, redigendo un testamento, è possibile destinare il proprio patrimonio a enti di beneficenza (lasciti solidali). 
Secondo una stima «dell’Evaluation Lab» della «Fondazione Giordano Dell’Amore» per «Fondazione Cariplo», i patrimoni di persone senza eredi oggi corrispondono a circa 8 miliardi ma potrebbero valere 20,8 miliardi nel 2030 e addirittura 88,1 miliardi nel 2040, un paio di miliardi, ad oggi, solo in Emilia-Romagna. 
«La scarsa propensione degli italiani a fare testamento»
Questo avverrebbe, secondo lo studio di Cariplo, per la scarsa propensione degli italiani a fare testamento e per l’innalzamento dell’età media. Se in un testamento, laddove non si abbiano eredi diretti, gli unici in Italia a poter invocare la quota legittima, i beni della persona deceduta finiscono allo Stato, al termine della procedura ovviamente, e dopo 10 anni. 
Tutti beni che potrebbero finire al terzo settore, alle Chiese, alla Caritas o altre associazioni e onlus. Si legge infatti nel report della Fondazione Cariplo: «Ammettendo che tutte queste persone decidessero di devolvere interamente il proprio patrimonio a istituzioni di beneficenza si tratterebbe di un ammontare davvero considerevole. Da questa stima rimane esclusa la componente di quelle famiglie con eredi che potrebbero decidere comunque di devolvere una quota per il bene delle comunità». 
Ma nel caso di Modena, il patrimonio del defunto è stato prima temporaneamente gestito dallo Stato, che ha agito come custode del patrimonio ereditario, fino alla definizione della sua destinazione finale. Per legge, se nessun erede si presenta o accetta l’eredità entro i termini previsti, i beni passano definitivamente allo Stato, esattamente quello che si è verificato a Modena.