corriere.it, 8 giugno 2026
Cosa c’è nell’annuncio immobiliare di Villa Certosa
«The Certosa Estate». Ci sono tre possibilità: comprarla, sognarla, vederla. Esclusa la prima, scontata la seconda, passiamo alla terza perché un broker immobiliare di Beverly Hills, Carolwood Partners, ha messo in rete oltre 100 foto, per lo più inedite, della reggia delle meraviglie di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo in Sardegna. È un tour virtuale dentro la proprietà privata residenziale più costosa che sia mai stata messa sul mercato in Italia. «A playground of grandeur», si legge nel testo che accompagna le spettacolari immagini.
Più grande del Vaticano
Villa Certosa è (è sempre stata) esagerata, più grande del Vaticano (ma più bassa di San Pietro), con il suo parco enorme, sette piscine all’aperto, spa, sette ville più modeste (si fa per dire) per gli ospiti, cottage sparsi, campi da calcio, da golf, le giostre per bambini, l’orto medicinale, la grotta di Nettuno, l’eliporto, il vulcano artificiale, il bunker atomico, l’area per la talassoterapia che è «un rifugio di serenità – garantisce la Carolwood – pensato per il benessere olistico e il rinnovamento». Le immagini del book sono un mosaico di lusso mediterraneo.
Il prezzo (e il costo)
Certosa è in vendita già da tempo, il mandato è in mano a Sotheby’s con il supporto di Knight Castle Re per il Medio Oriente e, appunto, Carolwood per gli Usa. Il prezzo, si favoleggia, potrebbe arrivare a 500 milioni. Facciamo che venga via per 400. Tanto per capirci: con un mutuo a tasso zero da 1.500 euro al mese l’homo sapiens dell’era glaciale avrebbe finito di pagarla adesso, 22 mila anni di comode rate. Poi però bisogna mantenerla e tra giardinieri, idraulici, elettricisti, bollette, tasse ecc pare che costi intorno a 1 milione al mese.
Quando era «Villa Monastero»
Ora per la prima volta un intermediario pubblica foto, anzi dedica alle immagini un sito ad hoc e registra il dominio thecertosaestate.com. Evitiamo, per manifesta inconsistenza economica, di compilare il modulo che compare sul sito e limitiamoci a scorrere gratis le foto, ripescando qua e là pezzi di storia berlusconiana. Perché Certosa, che il Cavaliere acquistò negli anni Ottanta, è stata un simbolo dello stile di vita berlusconiano, molto poco allineato al nome originario della residenza: Villa Monastero.
Vacanze e diplomazia
La proprietà progressivamente si allargò (oggi solo la villa centrale ha 14 camere da letto e 14 bagni) e a un certo punto l’ex premier comprò anche ville confinanti, come quella degli eredi di Adelina Tattilo, editrice di Playmen, e di Saro Balsamo, il re delle riviste porno anni ’70 (lanciò «Le Ore»). Oggi immersi in un parco di 580.477 metri quadrati (come 83 campi da calcio) ci sono circa 4.500 mq coperti tra villa principale e strutture accessorie per un valore stimato di 259.373.950 euro secondo la perizia del 2021 di Francesco Magnano, geometra di fiducia dell’ex premier. Non una valutazione di mercato, va detto, ma una stima tecnica ad uso familiare e societario. È una casa superlusso di vacanze ma per anni è stata anche il centro della diplomazia informale.
Bush e Putin
Durante i governi Berlusconi (soprattutto tra il 2001 e il 2011), la villa assunse quasi il ruolo di sede balneare della politica estera italiana. Qui furono ricevuti leader internazionali come: George W. Bush, Tony Blair, Vladimir Putin, José Luis Rodríguez Zapatero, Mirek Topolánek.
Nel 2004 un decreto del governo definì Villa Certosa «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del Presidente del Consiglio». Parallelamente, la Versailles di Porto Rotondo divenne protagonista di numerosi servizi giornalistici legati alla vita mondana di Berlusconi, tra cui gli scatti del reporter Antonello Zappadu, pubblicati da diversi media internazionali, che ritraevano l’ex premier circondato da ragazze e, tra gli altri, l’allora primo ministro della Repubblica Ceca, Topolanek, completamente nudo, nel giardino della villa.
La vendita
Dopo la morte di Berlusconi, nel 2023, la proprietà è passata agli eredi, che hanno deciso di metterla sul mercato. Si sono fatti i nomi del sultano del Brunei, di generici miliardari arabi e di grandi catene alberghiere. Solo contatti o voci: ad oggi nulla si è trasformato in un contratto. Però adesso chiunque può farsi un’idea più precisa di quel che c’è nel paradiso di Punta Lada. Ed eventualmente valutare un mutuo geologico.