Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 08 Lunedì calendario

Modena, a scuola un indagato per Hamas. Scoppia il caso

I bimbi cantano il coro per la Palestina all’incontro con il sindaco a cui partecipa anche un indagato per terrorismo. È un caso destinato a far discutere l’evento del 3 giugno a Modena organizzato dalle insegnanti del Movimento cooperazione educativa, con diverse classi delle scuole elementari. Il protagonista era Wael Al Dahdouh, inviato di Al Jazeera che a Gaza ha perso la moglie, tre figli e altri otto parenti. Con lui sul palco il sindaco Massimo Mezzetti. I problemi iniziano col traduttore di Al Dahdouh: l’incaricato era Sulaiman Hijazi, palestinese che risulta tra gli indagati dell’inchiesta Domino della Procura di Genova per il reato di associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale. Hijazi è uno degli uomini più vicini a Mohammad Hannoun, arrestato alla fine del 2025 perché ritenuto il capo della rete italiana di Hamas. Al termine dell’iniziativa, poi, una donna ha intonato il canto Free Free Palestine invitando la platea, formata dai bimbi delle classi invitati, a unirsi al coro. Il tutto in una città, Modena, ancora ferita dall’attentato del 16 maggio, quando Salim El Koudri, 31enne italiano di origine marocchina, ha investito sette persone in centro. La mattinata è finita al centro di un articolo de Il Giornale, che ha tirato in ballo Mezzetti. Il sindaco ha spiegato di essersi congedato dopo un’ora, che durante la sua permanenza non si è parlato del conflitto in Medio Oriente e non si è cantato nessun brano e poi ha precisato di non conoscere il traduttore né il suo coinvolgimento in indagini per terrorismo: «Ritengo che chi porta la responsabilità di quanto accaduto farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie dei bambini», ha aggiunto. L’ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna ha annunciato l’invio di propri ispettori scolastici per ricostruire l’accaduto. Attende gli esiti il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia. Questo ministero non lo consentirà». A Valditara replica Luca Bauccio, il legale di Hijazi: «Bene farebbe il ministro a rispettare sempre la presunzione di innocenza: il mio assistito è solo un indagato, peraltro incensurato e libero da misure cautelari».