Corriere della Sera, 8 giugno 2026
I cinque punti per la pace di Starmer, Merz e Macron; Zelensky: congelare il fronte
Nella tarda serata di ieri la riunione degli «E3» con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si conclude con una dichiarazione comune dal tono secco, che fissa cinque punti precisi, all’attenzione di Vladimir Putin ma anche di Donald Trump.
A Londra, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e Zelensky chiedono: 1) La fine dei combattimenti. A questo scopo Putin deve «accettare un cessate il fuoco immediato e completo»; 2) La linea di contatto attuale (cioè il fronte) deve servire da punto di partenza dei negoziati; 3) L’Ucraina deve disporre di garanzie di sicurezza robuste e giuridicamente vincolanti una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, e questo include il dispiegamento della Forza multinazionale per l’Ucraina (il famoso invio delle truppe di terra post-cessate il fuoco più volte evocato da Macron in sede di Coalizione dei volenterosi); 4) Gli averi russi resteranno immobilizzati fino a quando la Russia non avrà cessato la sua guerra di aggressione e indennizzato l’Ucraina; 5) Gli interessi di sicurezza dell’Europa devono essere preservati. Ogni elemento di sicurezza relativo all’Unione europea e alla Nato dovrà essere sottomesso all’approvazione della Ue e dei suoi Stati membri, così come degli alleati della Nato.
Si tratta della riaffermazione di alcuni principi cardine della posizione europea ma anche dell’offerta di «congelare il fronte» che potrebbe interessare una Russia oggi in difficoltà sul terreno di guerra. Gli europei ribadiscono anche il «sostegno indefettibile» all’Ucraina, e dicono di avere parlato di come la Nato «può imparare dall’esperienza bellica dell’Ucraina» e di come l’Europa possa rafforzare la propria difesa grazie alla «cooperazione industriale di lungo termine con l’Ucraina». La cooperazione sempre più stretta con l’Ucraina viene auspicata nell’interesse di Kiev, ma anche, esplicitamente, dell’Europa stessa.
Prima di incontrare i tre leader, in un’intervista a Sky News il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto: «Dobbiamo capire chi rappresenterà l’Europa nei negoziati, se ci saranno, e io voglio che l’Europa sia coinvolta, perché per noi è molto importante. Sono pronto a qualsiasi formato nei colloqui, con gli americani, con gli americani e gli europei... Meglio anche con gli europei».
Dopo l’offerta di negoziati faccia a faccia nella lettera aperta di Zelensky a Putin, che il presidente russo ha rifiutato, il leader ucraino insiste comunque sulla necessità dei negoziati. «Congelare le linee del fronte è la via più rapida» per arrivare a un cessate il fuoco, ha detto Zelensky. Se mai un negoziato serio si aprirà davvero, il punto è anche stabilire chi sarà il negoziatore. Nelle ultime settimane si sono fatti i nomi di Mario Draghi, Angela Merkel, il finlandese Sauli Niniisto, ma la riunione a Downing Street di ieri sera sembra indicare la possibilità che il compito di affiancare Kiev possa anche essere affidato proprio agli uomini del formato «E3», Starmer, Macron e Merz.
Quanto ai combattimenti in corso, un drone russo ha colpito un sito di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito nella zona di Chernobyl, ha dichiarato l’operatore ucraino Energoatom. I livelli di radiazione sono rimasti nella norma ma il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha aggiunto che «l’incidente è preoccupante perché si è verificato in un sito contenente grandi quantità di materiale nucleare».
«Non è la prima volta che le forze russe mettono in pericolo gli impianti nucleari ucraini», ha commentato il ministro ucraino degli Affari esteri Andrij Sybiha, accusando Mosca di «minacce alla sicurezza nucleare». Secondo l’aeronautica ucraina, nella notte tra sabato e domenica la Russia ha preso di mira l’Ucraina con 236 droni, di cui 215 sono stati intercettati. I bombardamenti russi vicino a Zaporizhzhia, dove si trova un’altra importante centrale nucleare, hanno fatto ieri tre morti e tre feriti, e altre due vittime si registrano nella regione di Dnipropetrovsk.