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 2026  giugno 07 Domenica calendario

I panzer tedeschi restano senza pezzi di ricambio

I panzer tedeschi al Brennero o di nuovo a sfilare in parata sugli Champs-Élysées. È l’incubo di tanti che in Europa guardano con paura al riarmo della Germania. Uno scenario distopico che il cancelliere Friedrich Merz ha escluso categoricamente alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, a febbraio: «La politica di grande potenza in Europa non è un’opzione per la Germania. Guida fondata sulla collaborazione sì, fantasie egemoniche no». Allo stesso tempo, Merz va ribadendo che quello tedesco diventerà nei prossimi anni «l’esercito convenzionale più forte in Europa». A tal fine, le spese militari sono state nettamente aumentate e sottratte al vincolo di bilancio previsto dalla Costituzione, il servizio militare volontario è stato riformato con l’introduzione sia di elementi di obbligatorietà sia di incentivi per gli arruolamenti, gli ordini di armi si susseguono a tambur battente. «Velocità» è la parola d’ordine al ministero della Difesa: le forze armate devono essere «pronte per la guerra», secondo il titolare del dicastero Boris Pistorius, con la Russia che potrebbe attaccare la Nato nel 2029 o persino «oggi», come ha avvertito Merz. È una corsa contro il tempo, già andata a sbattere contro un ostacolo tale da mettere in luce i limiti del riarmo: la carenza di pezzi di ricambio per i sistemi di grandi dimensioni come i mezzi corazzati.
Il problema è tanto grave da poter prevedere «limitazioni della prontezza operativa di sistemi d’arma essenziali», secondo un documento dell’Hil, azienda pubblica responsabile per riparazione e manutenzione dei mezzi dell’esercito. Mentre procedono gli acquisti di corazzati, per l’Hil mancano «strutture contrattuali di lungo periodo» in grado di procurare pezzi di ricambio. Intanto, al fine di prepararsi alla guerra, le forze armate hanno aumentato le esercitazioni usurando tanto i mezzi che, in alcuni casi, la loro capacità d’impiego scende al 30%. Per esempio, a maggio scorso, era disponibile solo la metà degli obici semoventi Pzh 2000, dei corazzati da combattimento per fanteria Marder e di quelli multiruolo. Ad aggravare il problema, l’accumulo dei lavori di riparazione e manutenzione che procedono a rilento. Per l’Hil, se la situazione non cambia rapidamente, la Germania potrebbe non essere in grado di «adempiere in maniera affidabile» agli obblighi della Nato.
Nella corsa agli armamenti, la Germania non ha adeguato la sua struttura logistica allo sforzo attuale, inciampando in un passo troppo lungo: è questa la realtà fotografata dall’Hil, il cui documento è stato reso pubblico da “Wdr”, “Ndr” e “Süddeutsche Zeitung”. Il ministero della Difesa corre ai ripari comunicando che la prontezza operativa dei sistemi d’arma va «nella giusta direzione», ma vi sono «sfide» dovute sia all’aumento delle esercitazioni sia alle forniture militari all’Ucraina. A celare l’imbarazzo, il dicastero stende una cortina fumogena su cui pare risuonare la massima attribuita al generale statunitense Omar Bradley: «I dilettanti parlano di strategia, i professionisti di logistica».