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 2026  giugno 07 Domenica calendario

Crosetto, missione Usa

Il ministro della Difesa Guido Crosetto sarà a Washington per un bilaterale con l’omologo Pete Hegseth il prossimo lunedì 15 giugno. Il faccia a faccia – il primo fra i due ministri negli States – avverrà nel pomeriggio americano e avrà, a quanto si apprende, due bisettrici: l’aumento delle spese militari e la gestione delle basi Usa in Italia con attenzione al bilanciamento e alla ripartizione dei costi. Difficile non emergano elementi di discussione sugli aiuti militari all’Ucraina, la crisi in Medio Oriente e il rapporto entro la Nato.
Anche alla luce della recente intervista di Crosetto al New York Times nella quale ha detto: «Dobbiamo costruire una Europa continentale della difesa», contemplando in questa struttura anche Norvegia, Regno Unito, Turchia e Ucraina. Un messaggio che si incastra perfettamente nell’Hegseth-pensiero, ribadito anche ieri nell’intervento al cimitero americano di Colleville-sur-Mer per gli 82 anni dello sbarco alleato in Normandia. Il capo del Pentagono ha esortato gli europei al riarmo. «L’America deve mostrare la via, e noi lo faremo. Ma i nostri alleati devono stare con noi, al nostro fianco».
L’arrivo di Crosetto avviene su invito degli statunitensi, ma l’idea dell’incontro è stata suggerita/ribadita dal ministro italiano un mese fa in un colloquio con Tilman Fertitta, ambasciatore statunitense in Italia. A lui Crosetto avrebbe espresso una certa “insofferenza” per il fatto di non essere ancora riuscito a incontrare di persona – al di fuori di contesti internazionali, come al summit Shangri-La a Singapore a fine maggio – il segretario della Guerra di Trump. Da questa osservazione sarebbe partito il pressing dell’ambasciatore. «È un percorso non tradizionale, molti sono stati presi di sorpresa nell’apprendere della visita», ha evidenziato a La Stampa un funzionario dalla Farnesina, suggerendo però che «qualcuno era comunque a conoscenza delle mosse del ministro».
Crosetto sarebbe dovuto andare a Washington lo scorso novembre. La visita poi era stata cancellata a causa della concomitanza di altri impegni, su tutti la decisione di partecipare al summit degli E5 (Germania, Francia, Polonia, Italia e Regno Unito) a Berlino. Da allora le agende di Hegseth e Crosetto non si sono allineate sino di fatto ad addensare nubi sulla possibilità di riallacciare i contatti in vista del bilaterale. La visita non è mai uscita però dai radar dei diplomatici italiani, si fa sapere, anche se si evidenzia come la crescente crisi in Iran e i molteplici impegni su diversi fronti caldi di Hegseth, abbiano tolto il carattere prioritario all’incontro. La conferma statunitense del bilaterale è arrivata dieci giorni fa.
L’incontro al Pentagono cade una settimana prima dell’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno. In Florida oltre alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è previsto l’intervento del segretario di Stato Marco Rubio. Un momento, quello del forum, ritenuto cruciale nello snodo dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti che, si evidenzia, «sono saldi e solidi» malgrado gli attacchi di fine aprile di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni.
Rubio ha inviato in occasione degli 80 anni della fondazione della Repubblica italiana un messaggio nel quale, oltre a formulare gli auguri di rito «al popolo italiano», ha sottolineato la «profonda influenza che le tradizioni repubblicane di Roma hanno avuto sui Padri fondatori Usa». Scostandosi dal consueto tono istituzionale, il segretario di Stato ha evidenziato quanto «l’Italia è un incrollabile partner e amico» ed elencato una serie di giudizi lusinghieri verso il nostro governo: dall’innalzamento degli investimenti per le spese della difesa, sino «all’apprezzamento per l’impegno del primo ministro Giorgia Meloni per la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e nel sostegno della sicurezza e stabilità in Medio Oriente».
Il bilaterale Hegseth-Crosetto avviene in concomitanza con i lavori del G7 dei leader a Evian, in Francia, e in un mese denso di appuntamenti internazionali che avranno l’appendice nel summit della Nato ad Ankara del 7-8 luglio. Giovedì la presidente del Consiglio – che ieri ha disertato la riunione in formato E3 tra i leader di Francia, Germania e Regno Unito e scommette sull’incontro di Berlino, entro la fine di giugno, che sarà allargato anche a Italia e Polonia – sarà in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo convocato subito dopo il G7. Gli sherpa della maggioranza stanno lavorando alla risoluzione, con il compito di sminare ogni elemento di divisione. A partire dall’Ucraina. Il nodo dell’ingresso di Kiev nella Ue sarà sciolto con una formula di compromesso che rispecchia le dichiarazioni degli ultimi giorni su cui ha ripetutamente insistito il ministro degli Esteri Antonio Tajani: prima tocca ai Balcani, poi agli ucraini. Un modo per neutralizzare la tentazione di Matteo Salvini di smarcarsi e di inseguire il generale di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, contrario a qualunque ipotesi di adesione.