La Stampa, 6 giugno 2026
Gerhard Berger parla della F1 di ieri e quella di oggi
Duemilacentoventisei Gp in due, Ferrari e McLaren sono la storia della F1. E da domani il Cavallino sarà in compagnia nel club della quarta cifra: anche i papaya, bicampioni in carica (piloti e costruttori) dopo stagioni di crisi, toccano quota 1000 e sembra incredibile che solo un pilota, Lauda, abbia vinto il Mondiale con entrambe. Da Hamilton in giù, passando per Prost, Alonso e Raikkonen, in tanti sono stati da una parte e dall’altra, tra cui Berger: 96 Gp in sei stagioni in rosso, la metà (48 in tre anni) sulla sponda opposta, 5 vittorie a 3 più 2 con la Benetton.
Berger, oggi si sente più ex Ferrari o McLaren?
«Negli anni mi sono sentito più vicino alla Rossa, ma le amicizie in McLaren, da Ron Dennis agli attuali proprietari, sono molto forti. Sono orgoglioso di far parte di una storia così importante, sono gli unici team rimasti sempre al vertice».
E poi quel legame speciale con Senna.
«Ah, Ayrton. Siamo diventati amici in Formula 3 e quando lui ha fatto il salto mi ha cercato, proprio qui a Montecarlo: vieni anche tu, dobbiamo combattere. Così è stato, con Ferrari e Lotus».
Quindi si può essere amici di un compagno di squadra?
«Abbiamo fatto vacanze insieme, ci siamo divertiti tantissimo».
Come quando buttò dall’elicottero che vi portava a Imola la borsa con un nuovo contratto di Ayrton?
«Non se ne accorse finché non gliela riportò un addetto».
Ha mai rivisto un talento simile?
«Max Verstappen, quanto a prestazioni. Ma a livello di personalità, di carisma, Ayrton resta inarrivabile. Speciale».
Scelga una vittoria con la Ferrari e la McLaren.
«Entrambe ad Adelaide. Nel 1987 con la Rossa, inseguito da Senna, allora in Lotus e poi squalificato alla fine. E nel 1992, l’ultima in McLaren, vinsi davanti a Schumacher».
Quando rivede le fiamme di Imola, 1989, cosa pensa?
«Caldo...».
Era una F1 da eroi.
«Sono stato fortunato, forse il mio impatto è stato più forte di quello di Ayrton ma lui non si è salvato. Fu il primo a chiamarmi dopo il mio incidente, ci dicemmo che era necessario spostare il muro o modificare il Tamburello come poi è stato fatto ma non in tempo».
Le piace la F1 di oggi?
«Il mondo cambia ed è giusto così, certamente è più sicura».
E Antonelli?
«Tantissimo, sembra che possa diventare una star, un futuro campione, anche se non si sa mai».
Intanto sta dominando il campionato.
«Sì però è ancora presto, ricordate cosa è successo a Piastri un anno fa? Detto questo, Kimi è estremamente forte. Ed è un personaggio molto fresco, anche perché giovane e italiano, ne avevate bisogno».
Le ricorda qualcuno del passato? Ickx lo ha paragonato ad Alboreto, per la gentilezza.
«Sono stato compagno del grande Michele, Kimi lo vedo più aggressivo anche se i paragoni tra epoche diverse non mi piacciono. È simpatico, divertente, connette le persone».
E la Ferrari attuale?
«È buona ma tutti se l’aspettano sempre super buona, quindi non è facile. A tutti piacerebbe vederla vincere, me compreso, non manca molto».
Ne è convinto anche Leclerc, visto il rinnovo.
«Buona decisione per lui e per il team. Charles è il pilota ideale della Rossa, molto veloce, lì da tanti anni».
Hamilton può ancora vincere?
«Perché no? Ha superato gli anni migliori ma è sempre un pilota eccellente, mi piace vederlo correre».
Chi è il migliore di sempre?
«Per me Verstappen. Ho sempre pensato ad Ayrton, ma adesso c’è una nuova generazione di piloti bravi nei kart, al simulatore, in F1. E Max è eccezionale. Lewis comunque non è lontano».