New York Times, 5 giugno 2026
Norvegia, i ladri (cinesi) dell’aurora boreale
Il minivan grigio con targa straniera è immediatamente sembrato sospetto alla polizia. Il conducente guidava a singhiozzo e scriveva freneticamente sul cellulare. Quando è arrivato al terminal dell’aeroporto di Tromsø, ha fatto salire due passeggeri. «Appena sono ripartiti abbiamo attivato le sirene», ci racconta l’ispettore Lars Holtedahl. «Sono stati colti alla sprovvista». Il reato? Lavorare come guida non autorizzata per l’aurora boreale.
Un capo di imputazione che potrebbe sembrare minore agli occhi di chi non è del posto: ma qui a Tromsø, piccola città al di sopra del Circolo Polare Artico le guide abusive sono diventate il nemico pubblico numero uno, perché creano danni enormi all’economia.
Troppo bello
Tromsø si trova in una posizione perfetta per osservare l’aurora boreale, lo spettacolo di luci colorate sopra il Polo Nord. Per gran parte dell’anno, questa è una tranquilla città universitaria di circa 80 mila abitanti ma durante l’alta stagione, da settembre ad aprile, i turisti possono superare i residenti in un rapporto di tre a uno. Solo a febbraio, più di 137 mila visitatori sono passati dal terminal internazionale dell’aeroporto locale. Ad aspettarli, spesso, guide clandestine.
La maggior parte degli operatori illegali proviene dalla Cina. Lo stesso vale per un numero crescente di visitatori. Per la città, questa equazione risulta in un aumento della pressione, ma non delle entrate fiscali: «Vediamo solo nuove spese», dice Helga Bardsdatter Kristiansen, responsabile sostenibilità del Comune.
Via di qui
Per contrastare il fenomeno, l’amministrazione locale ha deciso una stretta: nell’ultima stagione turistica, la polizia ha sequestrato dieci veicoli al mese e fermato più di una dozzina di persone. Le guide illegali che non erano norvegesi sono state espulse dal Paese. Come l’autista arrestato a febbraio: un cittadino cinese sulla quarantina. Quando è stato fermato, ha mentito dicendo che stava trasportando la sua famiglia, ma i messaggi sul telefono hanno rivelato che aveva venduto un tour di cinque giorni per 31 mila yuan, più di 4.500 dollari. «È un settore molto redditizio», dice l’ispettore Holtedahl. Un tipico tour di caccia alle luci del Nord parte da 115 dollari a persona: gli autisti controllano le app di monitoraggio dell’aurora boreale, guidando all’inseguimento delle luci.
«Devi sapere dove andare e ti serve l’auto», spiega Kurt Kolvereid Jacobsen, uno dei capi della A-Crime, la squadra speciale formata lo scorso anno per l’aurora boreale.Il gruppo inizia a lavorare al tramonto, quando le strade si riempiono di autobus in attesa di caricare i turisti. Vestiti con tute al neon, gli agenti perquisiscono le auto alla ricerca di guide illegali. Un compito non necessariamente semplice: ci sono chat in cui i tour operator abusivi si scambiano consigli per eludere i controlli. Avvisano sulla posizione degli agenti e su cosa dire in caso di fermo: quella di fingere che i clienti siano familiari è una delle tattiche più comuni.
Su Red Note, social media cinese, ci sono centinaia di post che lamentano truffe. Una donna di Chengdu, nel Sud della Cina, ha raccontato che l’unica cosa che ha visto è stato l’interno di una stazione di polizia dopo che la sua guida è stata arrestata. «Mi ha chiesto di mentire», ha scritto. Un’altra turista ha pagato 1.400 dollari per vedere l’aurora boreale con i genitori: la prima notte, il cielo era coperto di nuvole; la seconda, la guida li ha lasciati a piedi. Tromsø, ci ha detto, «è molto bella, ma il turismo è troppo caotico».
Sulla strada principale, i turisti fanno la fila per le patatine fritte in quello che dice essere il McDonald’s più a Nord del mondo o si scattano selfie accanto alle statue dei troll resi famosi dalla saga di Frozen. La calca è fastidiosa per molti locali, ma soprattutto per i cacciatori di aurora esperti, come Gunnar Hildonen. Le guide non registrate sono disposte ad accettare una frazione dei 250 dollari che lui chiede per un posto sul suo autobus da 16 posti, ci spiega. «Questa stagione dovrebbe essere una festa perché è la mia ventesima aurora» racconta «ma così va tutto a rotoli».