la Repubblica, 7 giugno 2026
L’Ue spaccata sull’auto elettrica: “Errore salvare i motori termici”
Se si parla di transizione verso l’auto elettrica, l’Europa si spacca. Francia e Spagna, insieme ad altri cinque Paesi, hanno messo a punta un non-paper per chiedere che il percorso verso le e-car e l’uscita di scena dei motori termici nel 2035 non venga messo in crisi. Anzi. Vista la situazione geopolitica, il caro petrolio, la crisi industriale del Vecchio Continente e la crescita delle vendite di veicoli con la batterianel primo trimestre dell’anno, più 33% rispetto al 2025, che ci sia un’accelerata. Nel mirino ci sono Berlino e Roma. L’impostazione si oppone al documento messo a punto da Germania e Italia che chiedono di introdurre e-fuel e biocarburanti e di non mandare del tutto in pensione i propulsori tradizionali, salvando i plug-in hybrid. Impostazione a cui aderiscono Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Anche Francia e Spagna, su cui i produttori cinesi hanno puntato gli occhi per i nuovi impianti, hanno convinto altri Paesi: Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, e Svezia.
L’Ue spaccata sulle emissioni
Al centro dello scontro ci sono le modifiche al regolamento sulle emissioni di CO2. I sette governi «ribadiscono il loro sostegno a una tempestiva elettrificazione di auto e furgoni in tutta l’Unione» e chiedono che il regolamento mantenga «una forte traiettoria di elettrificazione». E dicono che riaprire ora il quadro normativo sarebbe «un errore strategico». Legano la transizione anche alla sicurezza energetica. La crisi degli ultimi anni – scrivono – ha mostrato che ridurre la dipendenza europea dai combustibili fossili è «una necessità assoluta».
L’obiettivo è limitare le richieste di maggiore flessibilità sostenute da Berlino e Roma. Le aperture ai costruttori devono restare «strettamente limitate, condizionate e attentamente disegnate», in modo da non «indebolire il segnale di investimento di lungo termine verso l’elettrificazione» e non rallentare una trasformazione già in corso. Chiedono di mettere fuori legge le ibride plug-in, che invece Germania e Italia vogliono salvare, perché i valori di emissioni, secondo la Commissione, sarebbero più alti rispetto ai test di omologazione. Altro terreno di scontro su e-fuel e biocarburanti: vanno destinati al settore aviazione e trasporto marittimo, non per riaprire la partita auto. Insomma, per Francia e Spagna, il 2035 non va svuotato.