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 2026  giugno 07 Domenica calendario

Raúl Castro in pubblico per la prima volta dall’incriminazione

Per la prima volta dall’incriminazione dello scorso 20 maggio, l’ex leader rivoluzionario cubano Raúl Castro è riapparso in pubblico. Nell’apice della drammaticità della storia recente dell’isola, piegata da un nuovo e soffocante bloqueo americano, l’anziano ex presidente si è presentato venerdì (nella notte italiana) al ministero degli Interni, dove ha abbracciato calorosamente il successore Miguel Díaz-Canel. Le immagini dell’evento sono state trasmesse dalla televisione di Stato.
Raúl Castro, che mercoledì ha compiuto 95 anni, rimane il padre spirituale del regime e una figura quasi mitica per i cubani. È ufficialmente ricercato dagli Stati Uniti per l’abbattimento, nel 1996, di due aerei civili degli esuli cubano-americani di “Brothers to the Rescue”, episodio in cui persero la vita quattro piloti. La sua apparizione assume dunque il sapore di una sfida aperta a Washington e arriva a poche ore da un nuovo round di sanzioni statunitensi, che colpiscono direttamente il presidente Díaz-Canel e alcuni membri della famiglia Castro.
Gli Stati Uniti, su impulso del Segretario di Stato Marco Rubio (di origini cubane) hanno messo Cuba nella lista dei prossimi obiettivi dal momento della cattura in Venezuela di Nicolas Maduro. Da gennaio hanno imposto un asfissiante blocco delle consegne di petrolio che sta di fatto spegnendo un Paese a sua volta già vittima di settant’anni di regime e praticamente altrettanti di embargo economico americano. L’Amministrazione Usa pensa che il soffocamento possa produrre la caduta del regime già quest’estate. Ma in ogni caso ha schierato una portaerei nel mare dei Caraibi.
E anche questa è stata una settimana drammatica per l’Avana. Tra lunedì e martedì le tre maggiori catene alberghiere straniere operanti a Cuba – le spagnole Meliá e Iberostar e la canadese Blue Diamond – hanno annunciato il proprio ritiro forzato dall’isola a causa delle sanzioni americane. Le tre società gestivano insieme circa 60 hotel statali, tra Varadero, Cayo Coco e altre località chiave: praticamente l’ossatura del turismo internazionale. Si tratta, di fatto, della morte cerebrale del settore, già duramente colpito a marzo dall’inserimento dell’isola nella lista nera americana dei Paesi sponsor del terrorismo.