corriere.it, 7 giugno 2026
Il Gaokao, il massacrante esame terrore di milioni di studenti cinesi (e dei loro genitori)
Arriva il Gaokao! Il terrore degli studenti cinesi, e al tempo stesso il terreno ideale per le frodi più sofisticate. Ogni anno, all’inizio di giugno, la Cina si ferma. Non per una festività nazionale, non per una parata militare, ma per un esame. Si chiama Gaokao, letteralmente “esame superiore”, ed è il concorso nazionale di ammissione all’università. Quest’anno prenderanno posto sui banchi 12,9 milioni di studenti. Sono meno dei 13,35 milioni dell’anno scorso, perché denatalità e decrescita demografica lasciano tracce ben visibili. Restano una massa umana impressionante: una popolazione equivalente a quella di un intero Paese europeo di medie dimensioni.
Per capire il significato del Gaokao bisogna comprendere il ruolo che l’istruzione ha nella cultura cinese. Per molte famiglie questo esame rappresenta il momento decisivo della vita di un figlio, e anche il test cruciale sulla validità dell’educazione che i genitori gli hanno dato, gli investimenti che hanno fatto su di lei o lui. Nessun’altra prova scolastica, in nessun’altra grande nazione industrializzata, concentra una tale quantità di aspettative, ansie e speranze.
Il Gaokao è spesso descritto come il moderno erede degli esami imperiali che per oltre mille anni selezionavano la classe dirigente dell’Impero. Nella tradizione confuciana il merito scolastico è sempre stato considerato una delle poche vie legittime per migliorare la propria condizione sociale. Ancora oggi milioni di genitori credono che un buon risultato possa cambiare il destino di una famiglia intera. Per noi osservatori occidentali il confucianesimo è sempre stato oggetto di ammirazione… dai tempi di Montesquieu e dell’Illuminismo francese. Oggi lo si può descrivere, senza esagerare, come il “vantaggio culturale” di cui godono economie come Cina, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Vietnam, nella competizione con noi.
Al tempo stesso, la Cina è in una fase di acuto disagio giovanile per l’altissima disoccupazione tra i neolaureati. È una delle massime debolezze dell’economia cinese, sottovalutata in Occidente. Visti i sacrifici fatti dai genitori per studiare i figli, vista la fatica e la disciplina con cui le ragazze e i ragazzi si preparano agli esami, ritrovarsi alla fine con un titolo di studio deprezzato sul mercato del lavoro, è una delusione che colpisce milioni di giovani, insieme con madri e padri. Il patto sociale che tiene insieme la Repubblica Popolare attraversa un momento critico.
Questo non riduce la tensione attorno al Gaokao. Al contrario. Proprio perché una laurea non è più la garanzia di un buon lavoro, con alto status sociale e remunerazione, diventa ancora più spietata la distinzione tra lauree di serie A, B, C. Entrare nelle università d’élite di Pechino o Shanghai significa accedere a reti professionali privilegiate, a migliori opportunità di lavoro e a prospettive di reddito nettamente superiori. Al contrario, un risultato mediocre al Gaokao può dirottare verso università più scadenti, restringere drasticamente l’orizzonte delle possibilità future.
Per questo motivo la preparazione al Gaokao assume spesso caratteristiche estreme. Gli studenti trascorrono anni immersi in un regime di studio che molti osservatori occidentali definirebbero massacrante. Le giornate scolastiche iniziano all’alba e terminano in tarda serata. Alle lezioni ordinarie si aggiungono corsi supplementari, esercitazioni, tutor privati e simulazioni continue dell’esame finale. (Il ricorso agli addestramenti privati introduce un elemento di diseguaglianza sociale, di vantaggio per i ceti privilegiati, che alimenta critiche verso il partito comunista).
Nell’ultimo anno delle scuole superiori molti ragazzi sacrificano quasi completamente il tempo libero. Dormono poco, vedono raramente gli amici e vivono sotto una pressione costante. I genitori organizzano la vita familiare attorno alle esigenze del candidato. Interi quartieri modificano le proprie abitudini durante i giorni dell’esame. Le autorità locali chiudono strade, sospendono lavori edili e invitano gli automobilisti a non usare il clacson nei pressi delle sedi d’esame.
La tensione psicologica è enorme. Ogni anno i media cinesi raccontano storie di studenti esausti, crisi d’ansia e crolli emotivi. Il Gaokao è insieme un rito di passaggio collettivo e una gigantesca macchina della competizione.
Vista la posta in gioco, l’esame è anche accompagnato da un fenomeno persistente: le frodi. Da decenni le autorità combattono contro tentativi sempre nuovi di aggirare le regole. In passato si trattava di bigliettini nascosti, sostituzioni di persona o organizzazioni clandestine che fornivano risposte dall’esterno. Oggi il problema ha assunto una dimensione tecnologica.
Quest’anno il ministero dell’Istruzione ha lanciato un allarme specifico contro gli “smart-glass”, gli occhiali intelligenti, quelli che consentono di consultare Internet e l’intelligenza artificiale. Secondo diverse direttive diffuse dalle autorità provinciali, tutti gli occhiali indossati o trasportati dagli studenti saranno sottoposti a controlli accurati prima dell’ingresso nelle aule.
La preoccupazione nasce dall’evoluzione rapidissima delle tecnologie indossabili. Microcamere invisibili, auricolari miniaturizzati, sistemi di trasmissione sempre più sofisticati e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il vecchio fenomeno delle copiature in una sfida nuova.
Gli amministratori scolastici della provincia del Fujian, durante una conferenza preparatoria dedicata all’organizzazione dell’esame, hanno ricevuto istruzioni precise: i dispositivi destinati a imbrogliare non devono poter entrare nelle sedi d’esame, non devono poter essere utilizzati e soprattutto non devono poter trasmettere informazioni all’esterno.
Particolare attenzione verrà dedicata agli occhiali intelligenti di nuova generazione. I controllori sono stati invitati a osservare con cura forma, dimensioni e caratteristiche delle montature per individuare eventuali dispositivi nascosti.
La campagna di sicurezza è imponente. Il ministero dell’Istruzione, insieme ad altri organismi governativi, ha predisposto un vasto apparato di sorveglianza. Le sedi d’esame sono state dotate di sistemi di controllo più avanzati. Sono stati aggiornati i cosiddetti “cancelli intelligenti”, sorta di metal detector come quelli degli aeroporti, capaci di individuare telefoni cellulari, occhiali elettronici e altri strumenti proibiti.
Le autorità parlano apertamente di lotta alle frodi ad alta tecnologia. Oltre ai controlli fisici, vengono rafforzate le misure di sorveglianza elettronica. Gli ispettori riceveranno un addestramento specifico, mentre sistemi di monitoraggio intelligente controlleranno le aule durante le prove.
L’obiettivo ufficiale è garantire quello che il governo definisce un “Gaokao sicuro”. Dietro questa mobilitazione si nasconde una questione più profonda. Il Partito comunista ha sempre presentato il Gaokao come una delle istituzioni più meritocratiche del Paese. In una società dove le diseguaglianze di reddito sono aumentate enormemente negli ultimi quarant’anni, l’esame nazionale continua a essere descritto come il grande livellatore sociale: il luogo dove il talento e il lavoro individuale prevalgono sull’origine familiare. Ogni scandalo mette in discussione questa narrazione. Se i risultati possono essere manipolati attraverso la tecnologia o la corruzione, allora viene colpita la credibilità stessa del sistema. Eppure le frodi continuano a riemergere. È quasi inevitabile. Quando un singolo esame può determinare l’accesso alle migliori università e influenzare l’intera carriera professionale, gli incentivi a barare diventano enormi. La storia del Gaokao è attraversata da una contraddizione permanente. Da una parte è il simbolo della meritocrazia cinese. Dall’altra è il bersaglio costante di chi cerca scorciatoie.
Le tecnologie cambiano, il problema resta lo stesso. Ogni anno il governo promette controlli più severi. Ogni anno emergono nuovi strumenti per aggirare quei controlli. Per quasi tredici milioni di giovani il Gaokao è la prova più importante della loro vita. Per molti sarà il culmine di anni di sacrifici. Per le loro famiglie rappresenta una scommessa sul futuro. Per il governo è un test sulla capacità dello Stato di garantire equità e ordine.