Corriere della Sera, 6 giugno 2026
Ripartono le vendite di vino online. Esselunga, più 135% degli ordini
«Nel panorama tutt’altro che allegro per il vino italiano, la nostra enoteca sta crescendo a tripla cifra». Daniele Colombo è il category manager wine e spirits di Esselunga. Dal novembre del 2023 il gruppo della famiglia Caprotti ha aperto un canale di vendita digitale per le bottiglie. Che sta vivendo una fase di espansione, in controtendenza rispetto alla crisi del mercato, sia nella grande distribuzione, sia nel settore horeca, bar, ristoranti e alberghi.
Con 2.650 etichette di più di 700 cantine (70% italiane e 30% estere), l’Enoteca Esselunga può contare su un catalogo in cui le bottiglie sono ordinatamente divise per fascia di prezzo, vitigno, provenienza, produttore, annata e tanti altri filtri. La sezione cultura del vino è dedicata a chi vuole imparare come si stappa un vino, cosa si beve con la pizza, quale significato hanno sigle come Igt o Dop e molto altro. Una comunicazione più rivolta ai consumatori di vino che agli appassionati di spessore dei tannini e di vitigni introvabili. Con questa formula il fatturato del 2025 si è attestato a quota 6,5 milioni di euro, con un aumento sul 2024 del 103%: 120 mila gli ordini,ad un prezzo medio di 110 euro, per un totale di mezzo milione di bottiglie, a una media di 20 euro l’una. Il trend continua nel 2026. Nei primi cinque mesi il fatturato ha raggiunto i 3 milioni di euro, gli ordini sono stati 70 mila (+135%), ad un prezzo medio in discesa, 90 euro, per un costo a bottiglia di 18 euro. Ne sono state vendute 270 mila.
«Il calo del prezzo – spiega Colombo – è dovuto al momento socio-economico che stanno vivendo le famiglie. Se una famiglia è in difficoltà, preferisce rinunciare a una bottiglia di vino piuttosto che a un pacco di pasta. Abbiamo trascorso un biennio di stagnazione dei consumi ma nel 2026 torniamo a crescere». Irisultati delle vendite online di vini (e liquori) del gruppo della S hanno intaccato quelli dei competitor? «Non abbiamo dati precisi sulla concorrenza – afferma Colombo – ma pensiamo che il momento per altri sia negativo». In effetti dopo il boom di vendite di vino online durante l’emergenza Covid (con il picco a 183 milioni di euro fatturati dai 5 maggiori player nel 2021) c’è stato un arretramento a 145 milioni nel 2023. «Abbiamo ampi margini di crescita, con una prateria verde davanti a noi», dice Colombo. La platea si è allargata: dai clienti con carta Fidaty a tutti, per favore anche i clienti delle città in cui non ci sono punti vendita del gruppo.
Cosa acquistano online i clienti di Esselunga? Soprattutto bianchi e bollicine, per il 70%. Spumanti e Champagne si attestano al 33%. Le scelte sono influenzate dagli abbinamenti con il cibo, e poiché i piatti sono sempre più leggeri, bianchi e bollicine hanno uno spazio maggiore.
«La selezione delle cantine è votata alla qualità, per un panorama completo sulle Doc e Docg italiane e su buona parte delle denominazioni estere – dice Colombo -. Il percorso parte dal magazzino a temperatura controllata, fino alla consegna garantita».
L’acquisto di vini da Esselunga è possibile in tre modi: nei punti vendita, online, ed ora anche attraverso i totem. Il test è recente: in 8 negozi sono stati installati totem che permettono di ordinare le bottiglie del catalogo digitale, che offre il 95% in più di quello che si trova sugli scaffali. Poi si possono ritirare nello stesso negozio o ricevere a casa, senza un minimo d’ordine. I totem saranno inseriti anche nei bar Atlantic, aperti dentro e fuori i punti vendita.
Nei supermercati sono in servizio più di un centinaio di sommelier, dipendenti che l’azienda ha formato grazie ai corsi con tre livelli dell’Ais.