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 2026  giugno 06 Sabato calendario

Donald e il mistero del farmaco per i capelli

Nel pieno della sua prima campagna elettorale, era il settembre del 2016, Donald Trump si fece ospitare nel salotto televisivo di Jimmy Fallon – una di quelle trasmissioni che ora il tycoon vorrebbe vedere cancellate dai palinsesti – e acconsentì a una singolare richiesta del conduttore: farsi scompigliare i capelli, per dimostrare una volta per tutte che sotto quella zazzera bionda non c’erano aiutini di sorta. In realtà, si è poi scoperto, il futuro presidente già allora assumeva regolarmente la finasteride, un farmaco usato per prevenire il cancro alla prostata ma molto efficace anche per arrestare la caduta dei capelli.
Stando ai resoconti dei suoi medici compilati nel 2018 e nel 2020, Trump si è servito del farmaco per tutto il suo primo mandato. Poi, non se n’è più saputo nulla. Ora il Washington Post sottolinea che, da quando il tycoon è tornato nello Studio Ovale, la finasteride è scomparsa dalla lista dei farmaci che assume regolarmente, anche nell’ultima rilasciata dopo la visita di una settimana fa. La Casa Bianca non ha voluto rilasciare commenti né sul trattamento né sulla sua eventuale interruzione, ma molti hanno iniziato a chiedersi se ci sia qualche collegamento con le condizioni di salute del presidente che, visti i lividi sulle mani e i gonfiori alle caviglie, appaiono meno «brillanti» di quanto lui sostiene. La finasteride, in una minima percentuale di casi, ha tra gli effetti collaterali il calo della libido, ma anche l’incremento del rischio di depressione e altri effetti neurologici e psicologici, che per alcuni potrebbero intaccare la capacità del presidente di guidare il Paese. Tutt’oggi nella comunità dei tricologi l’impiego del farmaco, prescritto a milioni di uomini, è oggetto di dibattito.
Un indizio potrebbero fornirlo le immagini: il Post ha confrontato due fotografie di Trump, una del 2016 e una di qualche settimana fa. Nella seconda, la chioma bionda appare decisamente meno folta, come a dimostrare che il presidente ha interrotto il trattamento.