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 2026  giugno 07 Domenica calendario

Braccianti uccisi, migliaia in corteo

Sul palco un cartello ricorda i nomi delle vittime. Non sono quattro ma dieci. La manifestazione ad Amendolara è stata organizzata dalla Flai Cgil sull’onda dell’emozione e dello sdegno per la morte dei tre braccianti afghani e dei pachistano bruciati vivi da due caporali lunedì scorso. Si chiamavano Waseem Khan, Fazal Amin Khogyani, Ullah Ismat Qiemi e Amjad Safi. Ma accanto a loro ci sono anche i nomi dei tre marocchini morti in un incidente stradale a Rovigo, del maliano Bakari Sako accoltellato da minorenni a Taranto, di Alagie Singathe, suicida in un ghetto del Foggiano, e di un romeno di cui non si conosce neppure l’esatta identità, trovato carbonizzato nella roulotte dove viveva. Tutti lavoratori agricoli, tutti stranieri, tutti morti in meno di un mese.
Per questo il corteo partito ieri pomeriggio a pochi metri dalla stazione di servizio dove quattro uomini sono stati uccisi, non è stato solo un modo per rendergli omaggio, ma un grido di allarme per denunciare un sistema economico con troppe zone oscure. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini chiede una svolta rivoluzionaria (forse persino utopistica): «Vanno rispettate le leggi. Non c’è bisogno di nuove norme, basterebbe applicare quelle che ci sono. Ma per farlo ci vuole volontà politica».
È chiaramente una manifestazione contro la violenza, per il lavoro e i diritti, ma è anche molto politica. Il governo di centrodestra è un chiaro obiettivo. «Dovrebbe rappresentare tutti, non solo la parte peggiore» è diretto Landini. Ad ascoltarlo ai piedi del palco ci sono la leader del Pd, Elly Schlein, Nicola Fratoianni di Avs, una delegazione del M5S con Pasquale Tridico, e altre sigle. Campo molto largo, è proprio il caso di dire.
Schlein propone alcune misure concrete, come il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati o la creazione di una procura contro le agromafie. «Quello che è successo qui – aggiunge – è una vergogna che riguarda tutti. Sarà impossibile, quando mangiamo quelle meravigliose fragole di colore rosso, non pensare che sia il colore del sangue che troppi lavoratori stanno versando».
Landini allarga lo scenario, ritiene il problema non sia solo nell’agricoltura. «Vale anche per l’edilizia, la logistica, riguarda tutto. È questo modello di fare impresa che va fermato, che è contro le persone oneste».
Lungo il vialone sfilano in tanti, una stima indica tremila. I cittadini di Amendolara si affacciano dai balconi e filmano con i cellulari, ci sono molte bandiere rosse della Cgil, diversi sindaci con la fascia tricolore, tanti stranieri, tra cui una delegazione di indiani da Latina per ricordare anche Satnam Singh. Un’altra morte simbolo, abbandonato dal datore di lavoro dopo aver perso un braccio in campagna.
Troppe morti, troppa indifferenza. Giovanni Mininni, segretario della Flai Cgil, il sindacato di categoria dell’agroalimentare, è netto: «In tante zone d’Italia c’è uno strapotere dei caporali, a volte della criminalità organizzata, che calpesta i diritti delle persone che lavorano. Non si può più far finta di niente».