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 2026  giugno 07 Domenica calendario

«Sleepy Donald» si addormenta (ancora) nello Studio Ovale

Per uno che ha vinto le elezioni (anche) ribattezzando l’avversario Joe Biden «Sleepy Joe», «Joe il sonnolento», è un video imperdonabile: quello che circola sui social in cui Donald Trump sembra addormentarsi invincibilmente durante un discorso sul carbone nello Studio Ovale, che gli vale sui social i soprannomi-pappagallo di «Sleepy Trump», o «Commander in sleep».
Il video è del 4 giugno. Trump sta ascoltando una serie di interventi, seduto alla scrivania, e in un paio di momenti gli si abbassano le palpebre, la testa gli casca da un lato. Non è la prima volta. Proprio il giorno prima il segretario di Stato Marco Rubio, al Congresso, ha avuto un’audizione in cui rispondendo alle domande dei deputati ha smentito che Trump si sia mai addormentato a eventi ufficiali. E ha aggiunto, col tono di famigliare insolenza che si riserva ai parenti più anziani e «ancora vispi»: «Al contrario, quel tipo non dorme. Il che è un problema perché mi chiama alle due del mattino».
Il comico Seth Meyers ha dedicato all’episodio una parte del suo show: «Gli crediamo», ha detto delle parole di Rubio. «Infatti poi di giorno dorme». Trump non dorme di notte, ride Meyers, «perché pubblica immagini generate dall’AI di sé stesso come Gesù, o sul Monte Rushmore, o con George Washington».
Solo nel 2026, Trump si è addormentato a favor di camera almeno sette volte. Ad esempio quando a marzo, al cimitero militare di Arlington, il segretario alla Difesa Pete Hegseth parlava per il Memorial Day: un video mostrava Trump con gli occhi chiusi almeno per trenta secondi. A dicembre, durante una riunione di gabinetto, un altro video lo ritraeva con gli occhi chiusi a lungo, e lui si era difeso: «Mi sono annoiato, non addormentato». A marzo avrebbe dormito anche a una riunione sulla sicurezza a Memphis, nel Tennessee, e la Casa Bianca ha respinto le voci online, affermando che stava semplicemente «sbattendo le palpebre». E così via.
Sui social è intervenuto anche Hunter Biden, memore degli sfottò di Trump a suo padre: «Visto... ve l’avevo detto che era un clone. Continuano a dimenticarsi di caricargli la batteria».