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 2026  maggio 05 Martedì calendario

Private credit, nuove crepe. Blackstone limita i prelievi

Per la prima volta nella sua storia, Blackstone ha limitato i rimborsi del suo fondo di private credit di punta, il Bcred. Le richieste degli investitori hanno raggiunto i 4,5 miliardi di dollari nel secondo trimestre, pari al 10% del valore netto del fondo, che gestisce 45 miliardi di dollari. Blackstone ne ha onorato solo la metà, fermandosi al 5%. Una soglia che fino a pochi mesi fa sembrava fuori portata. Il peso del nome cambia tutto. Per mesi Blackstone aveva tenuto una posizione diversa dai concorrenti. Nel primo trimestre aveva onorato il 100% delle richieste di riscatto, anche quando avevano superato il 7,9%, la soglia che avrebbe consentito di bloccare i rimborsi. Per coprire la differenza, i dirigenti avevano persino messo mano ai propri soldi. Una scelta che aveva irritato i concorrenti, preoccupati che potesse far credere agli investitori retail che i fondi semi-liquidi fossero più liquidi di quanto promettevano i contratti. Adesso Blackstone si è adeguata. Apollo, BlackRock, Kkr e Ares avevano già imposto limiti nei mesi scorsi. Cliffwater ha annunciato questa settimana di aver ricevuto richieste pari al 17% del suo fondo, onorando solo il 5%.
Le difficoltà del private credit non sorprendono del tutto chi seguiva i segnali da vicino. Lo scorso ottobre, durante una call con gli analisti, Jamie Dimon aveva parlato di scarafaggi nascosti nel sistema finanziario. Non era una scelta verbale casuale: il banchiere di JPMorgan si riferiva ai rischi che si muovono sotto la superficie del credito privato, lontano dai controlli regolatori, in un segmento che si è espanso fino a raggiungere 1.800 miliardi di dollari a livello globale.
Poche settimane dopo, il Fondo monetario aveva dedicato un intero capitolo del suo Financial Stability Report alla crescita del credito non bancario nei mercati emergenti. I segnali che Dimon aveva indicato allora stanno adesso prendendo forma. A pesare sul settore si sommano diversi fattori. I prestiti concessi nell’era dei tassi a zero stanno arrivando a scadenza in condizioni di rifinanziamento molto più difficili. L’intelligenza artificiale, che ha alimentato buona parte degli investimenti finanziati dal private credit, solleva domande sulla tenuta di molte società di software legate al private equity. Il Bcred ha già contabilizzato perdite su prestiti a Medallia, società di software per il servizio clienti, e ha svalutato il credito verso Affordable Care, una catena odontoiatrica. Il portafoglio complessivo è valutato a circa 96 centesimi sul dollaro, ma il 5% più in difficoltà è sceso a 68 centesimi, un livello che indica perdite potenziali già significative su alcune posizioni.
Blackstone prova a leggere la situazione con ottimismo. Le richieste hanno rallentato nella seconda metà di maggio, il fondo dispone di 15 miliardi tra liquidità e linee di credito, e il titolo ha guadagnato l’8% in borsa giovedì. Ma le azioni restano in calo di oltre il 20% dall’inizio dell’anno. Il private credit ha costruito la sua crescita sulla promessa di rendimenti superiori e sulla capacità di attrarre capitali dagli investitori retail. Per anni quella promessa ha retto. Adesso il settore deve dimostrare che i suoi fondamentali sono solidi anche quando le condizioni di mercato cambiano in modo brusco e inatteso.