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 2026  maggio 05 Martedì calendario

Milioni di spicci “made in Prato”: la scoperta ora spaventa la Bce

Nelle rare telefonate li chiamavano i “biscotti”, le “merci”, i “pezzi”, le “cose”. Nomi criptati per indicare lo stesso prodotto: monete da 2 euro false, talmente simili alle originali da aver “bucato” anche i sistemi antifrode della Banca centrale europea. Lo hanno scoperto i carabinieri del nucleo operativo antifalsificazione monetaria di Roma.
L’epicentro del sistema era tra Prato e Quarrata, dove operavano due zecche clandestine capaci di produrre monete da 2 euro false di qualità tale da spingere la Banca centrale europea a valutare modifiche ai protocolli di sicurezza della moneta unica. È uno dei dettagli emersi dall’operazione della Procura di Prato guidata dal procuratore Luca Tescaroli, citata ieri nel corso della festa annuale dell’Arma dei carabinieri, e considerata senza precedenti tra le operazioni antifrode europea.
Finora sono stati individuati 5 cittadini cinesi organizzati secondo una struttura gerarchica con falsari, corrieri, intermediari e distributori incaricati di immettere le monete nel mercato, spesso attraverso cambiamonete di sale slot e bingo. Per gli investigatori, però, si tratta soltanto di una parte di un’organizzazione molto più ampia, come dimostrerebbero gli ingenti investimenti, l’elevato livello tecnologico e le coperture internazionali. I profitti sarebbero stati riciclati in Croazia e, nelle conversazioni intercettate, emergeva anche la possibilità di una fuga in Serbia. L’allarme delle autorità Ue deriva dalla capacità dei falsari di riprodurre perfettamente conio, dimensioni e caratteristiche magnetiche delle monete. “Di fatto – scrivono gli investigatori – erano riusciti a riprodurre integralmente le caratteristiche di sicurezza delle monete da 2 euro genuine”. Il nichel e gli altri materiali venivano realizzati in Cina e spediti in Europa tramite container diretti agli hub logistici di Belgio e Germania, mentre parte delle monete finiva anche in Spagna. In Toscana venivano assemblati i macchinari citati nelle conversazioni sul social cinese WeChat. I carabinieri hanno sequestrato riproduzioni di diverse emissioni, tra cui quelle per il centenario dell’Aeronautica militare, la Coppa del mondo di rugby in Francia e altre edizioni speciali di Germania, Lussemburgo, Belgio, Slovenia e Grecia.