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 2026  maggio 05 Martedì calendario

Il fondo Usa Grizzly attacca Pirelli sulle attività russe

Vendita di pneumatici all’esercito russo. Aggiramento delle sanzioni europee a Mosca con un centro a Donetsk, i cui clienti «sono tutti partecipanti all’operazione militare speciale». Assunzioni di veterani del conflitto in Ucraina. Sono alcune delle accuse del fondo hedge newyorkese Grizzly Research rivolte a Pirelli. Il tutto è messo nero su bianco in un rapporto nel cui titolo viene evidenziata una «segreta dipendenza» e «relazioni strette» fra il colosso degli pneumatici e la Russia. Presunti rapporti che rappresentano «una minaccia per la sicurezza nazionale occidentale». Dura la replica del gruppo italiano: quanto scritto «non corrisponde al vero». E sottolinea di «non produrre pneumatici a fini militari, come peraltro già noto e comunicato da tempo alle autorità competenti». Ecco che quindi, «a tutela di tutti gli azionisti e del buon nome della società», Pirelli dà «mandato a Gatti Pavesi Bianchi Ludovici Studio Legale Associato di agire in tutte le sedi contro chi ha diffuso queste informazioni false».
C’è da dire che Grizzly Research cerca di mandare al tappeto i titoli su cui ha costruito posizioni short, come in questo caso. Il suo rapporto, tuttavia, non ha spaventato troppo Piazza Affari. All’apertura il titolo di Pirelli era sceso del 13,4%, bruciando i guadagni dell’anno in corso. Ma poi è risalito con l’uscita della replica. E in chiusura ha registrato un -1,39%, a 6,05 euro.
L’episodio, comunque, ricorda gli attacchi di due hedge fund contro Brunello Cucinelli di fine settembre, additato di aver violato le sanzioni europee inflitte alla Russia con l’avvio dell’invasione dell’Ucraina. Il rapporto definisce erronea «la percezione» degli investitori sul fatto che la Russia «rappresenti una parte piuttosto irrilevante» delle attività di Pirelli, dove opera con due stabilimenti a Kyrov e Voronezh. Michelin, Nokian, Continental, Goodyear e Bridgeston, invece, le hanno interrotte proprio a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, sostiene il fondo. Per Grizzly Research (che avrebbe svolto indagini sotto copertura), ci sono «documenti depositati in Russia» che indicherebbero che «il 10% degli utili netti di Pirelli proviene dalle sue attività nel Paese», a fronte del poco meno del «6% dei ricavi» nei bilanci e che provengono, nell’insieme, da Russia, Medio Oriente, Africa e India.
Inoltre, a detta del fondo, il polo produttivo a Kyrov «opera in un complesso industriale che ospita anche un produttore di pneumatici statale» che rifornisce «veicoli militari». L’impianto è controllato dalla holding Rostec attraverso un istituto di ricerca militare cui è intestato il 25% di Pirelli Tyre Russia e a cui «sembra» riconducibile un ulteriore 9,99% della stessa.