repubblica.it, 5 maggio 2026
Salvini batte cassa alle banche: “Unicredit e Intesa diano un contributo”
Un nuovo “contributo”, dopo la stangata della manovra. Matteo Salvini torna a battere cassa alle banche. A due in particolare: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Dito puntato contro “guadagni e profitti senza precedenti”. Dal palco di un evento sul Piano casa a Milano, il leader della Lega sbotta: “Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo: le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese con venti miliardi di utile”.
Muove da qui l’idea di un nuovo prelievo, che nell’idea del vicepremier dovrà sostenere “la crescita economica del Paese”. Nello specifico il Piano casa. “Sono convinto – aggiunge – che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti, non ci può essere un gigante che guadagna con le spalle coperte”.
Unicredit e Intesa sbandano in Borsa
Le parole di Salvini fanno sbandare i titoli di Unicredit e Intesa a Piazza Affari. Unicredit è arrivata a perdere l’1,2%, per poi ridurre il calo allo 0,5%, a 73,76 euro. Intesa ha ceduto invece fino allo 0,95%, per poi contenere la flessione allo 0,2%, a 5,68 euro.
I dubbi sulla flessibilità
Il leader del Carroccio parla anche della flessibilità concessa dalla Commissione europea all’Italia per gli aiuti contro il caro energia. “È un passo in avanti, un punto di partenza”, afferma. Ma poi il tono si fa scettico: “Aspettiamo di leggere come si possono spendere questi soldi nostri, perché dobbiamo ricordare che sono soldi nostri, e che tipo di paletti ci sono”.
Le critiche a von der Leyen
Salvini non condivide l’approccio dell’esecutivo della Ue alla crisi generata dal conflitto in Medioriente. “Von der Leyen – chiosa – ha detto che la guerra in Iran ci costa 500 milioni al giorno: una situazione grave, però loro dicono non abbastanza grave da fare interventi straordinari. Tradotto: il malato arriva in pronto soccorso ed è grave, ma siccome non è gravissimo aspettiamo a intubare e a fare la respirazione perché se si aggrava ulteriormente possiamo procedere altrimenti ce lo teniamo grave. Un atteggiamento abbastanza curioso”.