repubblica.it, 4 maggio 2026
In California la CO2 finisce sotto terra
La risposta alla crisi climatica, questa volta, non arriva dai pannelli solari o dalle turbine eoliche. Arriva dal sottosuolo. Nella Kern County, in California, è ufficialmente iniziata l’iniezione sotterranea di CO2 nell’ambito del progetto Carbon TerraVault I: una prima assoluta per lo Stato, che per la prima volta nella sua storia isola i gas serra in modo permanente a grande profondità.
Il progetto è gestito dalla California Resources Corporation in collaborazione con il gruppo Brookfield, e sfrutta una risorsa inaspettata: i vecchi giacimenti esauriti di petrolio e gas naturale. Serbatoi geologici che per milioni di anni hanno trattenuto idrocarburi, situati a oltre un chilometro e mezzo di profondità, vengono ora riconvertiti in depositi permanenti di anidride carbonica. Da fonti di emissioni a scudi climatici.
Come funziona lo stoccaggio geologico
Il principio è relativamente semplice. La CO2 catturata viene compressa e iniettata in profondità, all’interno di formazioni rocciose porose e impermeabili che la intrappolano stabilmente nel tempo, le stesse che per ere geologiche avevano conservato il petrolio al suo posto.
Il primo serbatoio operativo, denominato 26R, ha già ottenuto la licenza ufficiale dall’EPA, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente. A pieno regime, questo singolo sito potrà accogliere fino a 1,46 milioni di tonnellate metriche di CO2 all’anno, con una capacità totale stimata di 38 milioni di tonnellate metriche.
Un piano molto più ambizioso
Il progetto Carbon TerraVault I è però solo l’inizio. Sono già state presentate le richieste di autorizzazione per altri otto giacimenti esauriti. Se approvati, l’intera rete di stoccaggio californiana potrebbe raggiungere una capacità complessiva di circa 352 milioni di tonnellate metriche di CO2, una cifra che inizia a essere rilevante su scala di obiettivi climatici statali e nazionali.
La tecnologia alla base – nota come CCS, Carbon Capture and Storage – è considerata da molti esperti un tassello imprescindibile per raggiungere la neutralità carbonica entro la metà del secolo. L’idea non è sostituire la transizione energetica, ma affiancarla: catturare le emissioni difficili da eliminare alla fonte, quelle industriali in particolare, e sottrarle permanentemente all’atmosfera.
L’impatto sul territorio
Un’operazione di questa scala non può essere solo una questione tecnica. La California Resources Corporation ha stanziato oltre un milione di dollari per sostenere i programmi sociali della comunità di Kern County, una delle aree storicamente più legate all’industria estrattiva della California. È stato inoltre previsto un consiglio consultivo locale per mantenere un canale diretto con i cittadini e mappare le esigenze del territorio. È un segnale che l’azienda ha scelto di non ignorare la dimensione umana del progetto, anche se resta da vedere quanto questo impegno si traduca in un dialogo reale con le comunità che vivono sopra quei serbatoi.
Il Carbon TerraVault I è una scommessa concreta su una tecnologia che esiste da decenni ma non aveva ancora trovato applicazione su scala commerciale in California. Se i prossimi otto siti otterranno le autorizzazioni, lo Stato avrà costruito in pochi anni una delle infrastrutture di stoccaggio geologico più grandi del continente. La CO2 finisce sottoterra. Rimane da capire se ci resterà, e a che condizioni per chi ci vive sopra.