la Repubblica, 5 giugno 2026
Famiglia nel bosco, Nordio archivia l’inchiesta contro i magistrati
La relazione degli ispettori inviati al Tribunale per i minorenni de L’Aquila, depositata il 22 maggio al capo di gabinetto del ministro, Antonio Mura, si era conclusa – come aveva anticipato Repubblica – con la richiesta di archiviazione del caso. E adesso il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo aver preso visione del corposo fascicolo, ha seguito l’indicazione degli ispettori e ha archiviato ogni tipo di contestazione. Non sarebbe prevista la richiesta di un’azione disciplinare, che spetta, comunque, al Consiglio superiore della magistratura.
L’ispezione ministeriale sui magistrati che hanno trattato il caso della famiglia nel bosco – nel periodo interessato si alternate due presidenti del Tribunale – non aveva riscontrato anomalie nel procedimento che, prima, il 20 novembre 2025, aveva allontanato i tre figli dalla coppia Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
Neppure sui successivi passaggi che, per esempio, il 6 marzo scorso avevano portato all’allontanamento di mamma Cate dalla struttura di Vasto, che tutt’oggi ospita i tre figli, sono emerse anomalie procedurali.
I quattro ispettori che il 9 marzo, alla vigilia del referendum sulla giustizia, avevano raggiunto il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, non avevano ravvisato violazioni dei doveri di imparzialità, correttezza o equilibrio, né gravi negligenze professionali, né violazioni della riservatezza degli atti.
E, dunque, all’esito dell’inchiesta non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati. Le decisioni di merito, “in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura”, non sono oggetto di valutazione. Così il ministro Nordio ha disposto l’archiviazione del procedimento.
A stretto giro, la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha commentato: “I magistrati del Tribunale per i minorenni di L’Aquila hanno fatto il proprio lavoro con correttezza e trasparenza, rispettando leggi e procedure. Lo certifica anche il ministero della Giustizia con la relazione degli ispettori. Ne prendiamo atto e rinnoviamo la nostra vicinanza ai colleghi che in questi mesi sono stati oggetto di sistematici attacchi per aver semplicemente fatto il proprio dovere su un caso che era al centro dell’attenzione della politica”.
"Prediamo atto che non siano state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso – dice Simone Pillon, legale di Catherine e Nathan – Quanto al merito, avremo presto modo di convincere il Tribunale per i minorenni dell’Aquila del mutato quadro fattuale e della bontà delle argomentazioni difensive maturate circa l’opportunità del rientro a casa dei minori nel loro superiore interesse”.