la Repubblica, 5 giugno 2026
Scontro sul caro energia, Lega contro i voucher
L’euforia per la flessibilità incassata in Europa è già evaporata. Dentro la maggioranza si litiga sui nuovi aiuti contro il caro energia. Il risultato? Alla prima riunione utile, ieri pomeriggio, il Consiglio dei ministri rimanda la questione. È Giorgia Meloni a frenare. Irritata, la premier, per i veleni che la Lega ha sparso tra gli alleati nelle ultime ore. Un pressing, quello dei fedelissimi di Matteo Salvini, riversato sui ministri del Carroccio. Soprattutto su Giancarlo Giorgetti. La contrarietà punta dritto al voucher energia da 100 euro da agganciare alla carta “Dedicata a te”, la prepagata per l’acquisto dei beni alimentari di prima necessità riservata alle famiglie con Isee fino a 15mila euro. L’idea, attribuita dal Carroccio al meloniano Adolfo Urso, è bollata come «irricevibile». Perché – spiegano fonti del partito di via Bellerio – «la platea non è quella giusta». Non lo è perché – è la tesi – non aiuta il ceto medio, in particolare quei lavoratori che usano molto la macchina per andare a lavorare: al contrario aiuterebbe anche gli immigrati, che sono inclusi nella platea della card dato che tra i criteri per riceverla c’è la residenza in Italia, ma non la cittadinanza. Per i leghisti “duri e puri” è troppo. Per questo la richiesta al ministro dell’Economia di fermare la misura.
Annusata l’aria, anche i Fratelli si schierano contro. Anche se lo sponsor è Urso, che mesi fa aveva lanciato la proposta, le prime file dei meloniani si dicono contrarie. Meglio aspettare, è la linea. E così il Cdm viene dedicato ad altro.
Le tensioni sul voucher energia diventano la cartina di tornasole di una strategia contro il caro prezzi ancora tutta da costruire. Potrebbe sembrare un paradosso ora che l’esecutivo è riuscito a garantirsi una flessibilità sui conti da 14 miliardi in tre anni, spendibile anche solo quest’anno e il prossimo, prima della fine della legislatura. Eppure il cortocircuito si è attivato. I partiti del centrodestra scalpitano per mettere il loro timbro sul “tesoretto”. Che invece Meloni e Giorgetti vogliono preservare. Spendere bene. Evitando di impiegare i margini sulla spesa in misure dal sapore squisitamente elettorale. Soprattutto la presidente del Consiglio e il titolare del Tesoro hanno ben presenti le raccomandazioni della Commissione europea sui conti pubblici, così come il fatto che l’Italia è ancora ingabbiata nella procedura per deficit eccessivo. Strafare – è il senso del ragionamento – significherebbe sfilacciare la tela politica costruita negli scorsi giorni con Bruxelles, quella che ha portato al via libera dell’esecutivo della Ue all’estensione della clausola di salvaguardia nazionale all’energia. Un altro passaggio impone prudenza. In autunno, infatti, il governo punta a certificare un deficit sotto il 3%, attraverso una revisione delle spese per il Superbonus. Tradotto: l’Europa abbasserebbe il cartellino rosso della procedura.
Ecco perché ieri, a margine del question time alla Camera, Giorgetti ha invitato alla prudenza. Alla «calma». «Lo spazio» concesso dall’Europa «non è esagerato» e quindi – ha spiegato – non possiamo permetterci di sbagliare nel dosare le misure». Nessuna corsa per approvare un nuovo decreto anti rincari. Non solo perché la decisione della Commissione deve essere validata dal Consiglio: la flessibilità, dunque, non è immediata. Sullo sfondo ci sono anche le indicazioni della stessa Commissione, oltre che dell’Fmi, sui nuovi aiuti. Mirati, a tempo e contenuti, recita l’esortazione.
Avanti con giudizio, quindi. Per ora l’esecutivo guarda ai sostegni in scadenza. Domani terminano gli sconti sui carburanti. Il taglio delle accise sarà prorogato. È Giorgetti a spiegare che l’allungamento sarà messo nero su bianco in un decreto ministeriale: le risorse arriveranno dall’extragettito Iva di maggio. I tecnici del Mef stanno quantificando gli incassi, ecco perché il ministro non si è sbilanciato sulla durata e sugli importi degli sconti che scatteranno da domenica. Oltre le accise, l’orizzonte è ancora da disegnare.