Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 05 Venerdì calendario

L’ex principe Andrea nel mirino della Corte dei Conti

Qualcuno le ha suonate all’ex principe Andrea? Il disgraziato fratello di re Carlo è stato fotografato con un enorme livido viola sulla guancia destra, mentre era al volante di un’auto in cui viaggiavano anche un’altra persona e un cane. Fonti di palazzo hanno fatto sapere che non si tratta del risultato né di un’aggressione né di una caduta, ma di una «condizione medica non grave». Qualche settimana fa la residenza a Sandringham, dove l’ex principe vive ormai da recluso, era stato oggetto di un tentativo di intrusione.
A suonarle metaforicamente è stata invece l’equivalente britannica della Corte di Conti, che ha pubblicato un rapporto sulla gestione finanziaria delle residenze reali: è emerso che Andrea, quando risiedeva nel Royal Lodge, nel parco di Windsor, subaffittava tre cottage ai suoi dipendenti, pur pagando lui stesso un canone soltanto simbolico. 
Il figlio di Elisabetta aveva ricevuto dalla regina il Royal Lodge, una sontuosa magione di 30 stanze, e vi ha vissuto praticamente gratis per oltre vent’anni, dopo aver investito circa 8,5 milioni di euro per la sua ristrutturazione: dopo un lungo tira e molla, ne è stato sfrattato lo scorso ottobre, anche se è stato costretto a fare le valigie di corsa solo a febbraio, in seguito al suo arresto. 
La possibilità di subaffittare parte della proprietà era prevista dal contratto, ma non si sa quanto Andrea facesse pagare ai suoi inquilini o cosa facesse con quei soldi: e fa specie che un membro della famiglia reale profittasse di quella che è tecnicamente una proprietà pubblica, in quanto parte dei possedimenti della Corona, che fanno capo nominalmente al sovrano ma vengono amministrati come beni demaniali.
Da quel rapporto si scopre anche che le due figlie di Andrea, Beatrice ed Eugenia, hanno vissuto gratis per quasi vent’anni in appartamenti a Kensington Palace e a St James Palace: a farsi carico dei loro affitti è direttamente il re, con i suoi fondi privati. Qui l’obiezione che è stata sollevata è che le due sorelle sono sì principesse, ma non sono membri «in servizio» della famiglia reale: dunque non si capisce perché debbano godere di quel trattamento di favore. Fonti reali hanno fatto sapere che gli alloggi per Beatrice ed Eugenia erano stati disposti dalla regina Elisabetta, che pagava di tasca sua: la cosa è stata poi ereditata da Carlo, ma è ora soggetta a «revisione».
Sotto i riflettori cono finiti anche William e Kate: la ristrutturazione del Forest Lodge, dove sono andati a vivere da poco con i figli, è costata l’equivalente di quasi mezzo milione di euro. Per pagarla sono stati utilizzati i fondi della Corona: quindi, in ultima analisi, i soldi pubblici.
Il rapporto della Corte dei Conti è stato preparato proprio in seguito allo scandalo che ha abbattuto Andrea, spogliato di tuti i suoi titoli dopo le rivelazioni sulla sua amicizia col magnate pedofilo americano Jeffrey Epstein: ma ora anche il Parlamento vuole vederci chiaro sulle finanze reali, che sono sempre state particolarmente opache e avvolte da un velo di segretezza.
Come si è detto, i possedimenti della Corona sono amministrati come beni pubblici: i profitti vanno allo Stato, ma una quota va a finanziare la famiglia reale (l’ultimo «assegno» è stato di circa 150 milioni di euro e copre tutte le spese «di servizio», oltre a quelle personali). Ci sono però anche i possedimenti privati: il ducato di Lancaster per Carlo e il ducato di Cornovaglia per William. In entrambi i casi di tratta di vasti imperi immobiliari che gestiscono terreni e proprietà in tutta l’Inghilterra e che generano profitti milionari. Come si vede, è un intreccio fra pubblico e privato che non è facile da districare: così come è ambigua la sua tassazione.
Lo scandalo che ha travolto Andrea, accusato di abuso d’ufficio, ha fatto finire sotto la lente tutte le finanze della famiglia reale: in un momento in cui la popolazione britannica si trova ad affrontare carovita e crisi degli affitti, i trattamenti particolari di cui godono i Windsor risultano sempre più indigeribili.