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 2026  giugno 05 Venerdì calendario

Francia sotto choc per Lyhanna, 11enne uccisa da un pedofilo

Dopo una settimana di ricerche nei dintorni del villaggio di Fleurance (poco lontano da Tolosa) per ritrovare Lyhanna Bernard, 11 anni, in un’azienda agricola è stato ritrovato «un corpo che sembra essere quello di una bambina, con abiti simili a quelli della minorenne scomparsa», ha annunciato il procuratore di Agen, Olivier Naboulet. 
Si attendono i risultati dell’autopsia, ma ormai non ci sono più dubbi, Lyhanna è stata uccisa. E in Francia infuriano le polemiche perché il presunto assassino, agli arresti, è un pedofilo noto alla giustizia dal 2017 che ha a suo carico cinque tra segnalazioni e inchieste per violenze sessuali su minori, eppure non è mai stato arrestato e processato prima d’ora, quando ormai è troppo tardi. 

Dal Montenegro, dove è in visita, il presidente Emmanuel Macron si dice «scioccato» e parla di un «disfunzionamento inaccettabile della giustizia». Il capo dello Stato ha espresso «la solidarietà e l’affetto della Nazione» alla famiglia della bambina.
Venerdì 29 maggio Lyhanna non torna a casa da scuola. I suoi genitori, Martial Bernard e Charly Rameau, si precipitano alla gendarmeria della cittadina di campagna per denunciare la scomparsa della figlia. «È certo che sia stata rapita, non può essersene andata di sua volontà – dice il padre alla tv France 3 -. Lyhanna è una bambina timida. Una volta, quando eravamo in ritardo di cinque minuti per andarla a prendere al corso di teatro, l’abbiamo trovata seduta in lacrime ad aspettarci». 
Viene diffuso un avviso di ricerca: Lyhanna è descritta come «di statura media per la sua età», «capelli castani». «Indossa una canottiera alla marinara a grosse righe bianche e nere e pantaloncini neri».
I gendarmi perlustrano la zona intorno alla piscina di Fleurance, dove l’undicenne è stata vista per l’ultima volta. Un testimone l’ha vista salire su un’auto guidata da un uomo. Le immagini della videosorveglianza consentono di identificare un uomo di 41 anni che abita nelle vicinanze, a Montestruc-sur-Gers. Fermato e portato in gendarmeria, l’uomo mantiene il silenzio e non risponde ad alcuna domanda.
Il centro culturale e sportivo di Fleurance viene trasformato nella base operativa da cui vengono organizzate le ricerche. Quasi 200 militari sono mobilitati per perlustrare campi, boschi, sentieri e corsi d’acqua, con l’aiuto di sommozzatori. Alla tv Bfm, l’avvocato della famiglia dice che l’uomo sospettato è un conoscente, perché Lyhanna e sua figlia sono amiche e frequentano la stessa scuola media. Le due famiglie si incrociano da anni, in particolare nei pressi della scuola.
Ma i genitori di Lyhanna hanno interrotto «ogni contatto» con il sospettato, Jérôme Barella, dopo un pigiama party all’inizio dell’anno scolastico a casa della figlia. «Lyhanna mi aveva parlato di lui dopo quella serata, quando siamo andati a prenderla. Mi ha detto che le aveva comprato una pizza solo per lei e che le aveva fatto il solletico», racconta la madre, che allora aveva parlato a Jérôme Barella: «Gli ho detto che non volevo più che le rivolgesse la parola o la vedesse. Ma poi abbiamo saputo che spesso andava davanti alla scuola media e portava la merenda a Lyhanna».
Secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Auch durante una conferenza stampa, la giustizia ha trovato una prima traccia di Jérôme Barella nel dicembre 2017. Non una denuncia, ma una segnalazione. All’epoca, la madre di un’adolescente di 17 anni aveva scoperto che sua figlia aveva una relazione con lui. Poi si è appreso che Jérôme Barella è stato licenziato nel 2020 dal liceo in cui lavorava come addetto alle pulizie a seguito di un «comportamento inappropriato» nei confronti di una ragazzina. Nel 2022, segnalazione di molestie su minore, mentre nell’estate del 2025 è stata presentata una denuncia per violenza sessuale su una bambina di 10 anni, dopo stupri commessi tra il settembre 2024 e maggio 2025 a casa di Jérôme Barella. Mercoledì 3 giugno, il pubblico ministero ha annunciato che è stata presentata una nuova denuncia per stupro di minore contro Jérôme Barella, senza fornire ulteriori dettagli. Le diverse indagini ora dovrebbero essere accorpate.
La madre della bambina di 10 anni, che ha presentato la denuncia nell’estate del 2025, dopo la scomparsa di Lyhanna è andata in televisione per protestare contro le lentezze della giustizia e il comportamento inammissibile della polizia. Nei nove mesi dalla denuncia, Jérôme B. non è mai stato posto in stato di fermo, né è stato mai interrogato in merito a quel caso.
«Ho chiamato la polizia e mi hanno detto chiaramente che li stavo infastidendo, e che se non avessi smesso di chiamare, avrebbero denunciato me per molestie», ha raccontato, aggiungendo che se la sua denuncia fosse stata trattata con maggiore serietà e rapidità, forse la scomparsa di Lyhanna avrebbe potuto essere evitata.
Il caso Lyhanna sta suscitando grande emozione in Francia. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha deciso di convocare il ministro dell’Interno Laurent Nuñez e il ministro della Giustizia Gérald Darmanin per una riunione d’urgenza e «per fare il punto della situazione». Mercoledì il ministro Nuñez ha annunciato l’avvio, insieme al ministro della Giustizia, di un’indagine amministrativa, e ieri Darmanin si è detto «sconvolto» da un simile «cattivo funzionamento della giustizia».

«Quello che si scopre giorno dopo giorno è assolutamente intollerabile», ha detto giovedì la portavoce del governo, Maud Bregeon, secondo la quale «è una questione di rapidità della giustizia, e per questo servono risorse. Abbiamo aumentato in modo massiccio le risorse destinate alla giustizia negli ultimi nove anni, ma, evidentemente, bisognerà andare oltre». «I tempi della giustizia in Francia sono sconcertanti per i nostri concittadini. Nessuno capisce come una cosa del genere sia possibile», ha detto Jean-Philippe Tanguy, deputato del Rassemblement National, che critica il governo per l’incapacità di assicurare la sicurezza dei cittadini, uno dei temi della futura campagna elettorale per l’Eliseo, nel 2027.