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 2026  giugno 05 Venerdì calendario

Triennale, Trione presidente: rispetto per Boeri, ora studiamo

Nomine fatte, attesa finita, incertezze fugate. Dopo tre interminabili mesi la Triennale di Milano ha finalmente il suo presidente, Vincenzo Trione («Sarò serio e visionario»). E anche un vice: la numero uno del Salone del Mobile, Maria Porro.
Terminata l’era Boeri (dal 2018, con un secondo mandato nel 2022), superato lo stallo della poltrona vacante (mettersi d’accordo non è stato semplice, soprattutto considerando le posizioni del sindaco Beppe Sala e del ministro Alessandro Giuli), ecco la Triennale di Trione, scelto tra i membri del nuovo cda riunito ieri per la prima volta. Intorno al tavolo si sono seduti (e continueranno a farlo per un quadriennio) in nove: i tre consiglieri indicati dal ministero della Cultura, e cioè Trione, il manager Dario Rinero e il filosofo Stefano Zecchi; l’avvocato Alberto Toffoletto e la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto per il Comune di Milano; quindi un habitué della Triennale (ha presieduto la fondazione di viale Alemagna dal 2003 al 2011) come Davide Rampello, in quota Pirellone; poi Regina De Albertis (figlia di un altro presidente della Triennale, Claudio De Albertis, scomparso nel 2016) e il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò, entrambi espressione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi; infine Porro, «in rappresentanza congiunta» di Regione Lombardia e Camera di commercio.
Pomeriggio tranquillo: dopo le liti dei mesi scorsi, il cda ha votato all’unanimità i due vertici della Fondazione. Trione (Sarno, Salerno, 1972), professore universitario, critico d’arte e curatore, titolare di uno sterminato curriculum che comprende la curatela del Padiglione Italia della 56ª Biennale di Venezia (2015), la direzione dell’Enciclopedia Treccani dell’Arte contemporanea (2021), la curatela della mostra milanese Metafisica/Metafisiche (2026) a Palazzo Reale, oltre alla collaborazione con il «Corriere della Sera» e «la Lettura», dopo la nomina di ieri ha spiegato: «Credo sia importante prendersi un mese per studiare questa macchina unica, complessa. È una sorta di grande centrale elettrica sempre in movimento». Triennale «va compresa e valorizzata rispettando da un lato quanto fatto in questi anni da Stefano Boeri, ma anche con un ripensamento nel segno della discontinuità».
Nella nuova Triennale potrebbe entrare pure l’architetto Michele De Lucchi. Direttore artistico, si immagina. «Figura straordinaria, De Lucchi – ha commentato Trione – avrà presto un ruolo decisivo, ci stiamo lavorando». Confermata la direttrice generale Carla Morogallo, la donna dei conti: «Sono onorata». Per conoscere i nomi del comitato scientifico, bisognerà invece aspettare la fine del mese o l’inizio di luglio, quando si riunirà il prossimo cda.