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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

Battaglia sul gianduiotto: Lindt fa causa per il riconoscimento Igp

Lindt contro il riconoscimento Igp del Giandujotto di Torino. La multinazionale svizzera Lindt & Sprüngli, che nel 2022 ha incorporato la storica azienda dolciaria Caffarel, ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento con cui il Ministero dell’Agricoltura ha trasmesso alla Commissione europea il disciplinare per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta.
L’atto impugnato, adottato il 23 marzo scorso, aveva chiuso la fase nazionale della procedura, superando le opposizioni presentate e avviando l’esame del dossier a Bruxelles.
La decisione arriva a sorpresa. Nel corso dell’iter amministrativo, infatti, Lindt & Sprüngli aveva manifestato l’intenzione di non ostacolare il percorso di registrazione della nuova Igp. Successivamente ha però scelto di contestare il provvedimento, sostenendo in particolare la possibile sovrapposizione tra la denominazione protetta e il proprio marchio registrato “Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino”. A tale proposito, “Caffarel ribadisce di non voler contestare il riconoscimento dell’Igp del gianduiotto. L’azienda, che è unanimemente riconosciuta come l’inventrice del gianduiotto e che ancora oggi produce presso lo storico stabilimento di Luserna San Giovanni in provincia di Torino, ha sempre sostenuto che tale percorso debba tuttavia convivere con la piena tutela del proprio marchio “Gianduia 1865. L’autentico Gianduiotto di Torino”. L’azienda aggiunge che poiché “il provvedimento attuale prevede soltanto una tutela limitata del marchio denominativo per 15 anni, Caffarel ha presentato ricorso al Tar al solo fine di ottenere certezza giuridica su una protezione piena e stabile del proprio marchio, registrato nel 1972 e regolarmente rinnovato.  Il ricorso non intende rallentare né ostacolare il processo dell’Igp, ma assicurare una convivenza chiara tra il riconoscimento dell’IGP e il marchio di Caffarel”.
Le motivazioni del ricorso riprendono sostanzialmente le osservazioni già avanzate dall’azienda nella fase amministrativa. Argomentazioni che il Ministero dell’Agricoltura aveva esaminato e respinto nel decreto del 23 marzo, ritenendo sufficienti le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino, organismo che rappresenta oltre quaranta imprese piemontesi del settore cioccolatiero.
L’azione legale potrebbe avere effetti anche sui tempi dell’iter europeo. L’articolo 16 del Regolamento Ue 2024/1143 prevede infatti la possibilità che la Commissione sospenda l’esame della domanda di registrazione in attesa della decisione del giudice nazionale.
Sarà ora il Tar del Lazio a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento ministeriale che ha aperto la strada al riconoscimento europeo del Giandujotto di Torino Igp. L’udienza non è stata ancora fissata.