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 2026  giugno 04 Giovedì calendario

"Fisco sbilanciato sui dipendenti". Bruxelles rilancia la patrimoniale

Nelle sedici pagine del documento con tutte le raccomandazioni della Commissione europea all’Italia, il riferimento è volutamente generico: c’è scritto che uno «spostamento del carico fiscale dal lavoro verso altre fonti di entrata attualmente poco sfruttate, che risultano meno dannose per la crescita economica, contribuirebbe ad accrescere il potenziale dell’economia». Ma per capire quali siano queste «fonti di entrata» basta cercare nel documento di lavoro di 150 pagine che costituisce il rapporto-Paese allegato alle raccomandazioni. È qui che si fanno i nomi e i cognomi di quelle possibili imposte «meno dannose per la crescita economica»: patrimoniale e imposta di successione.
I tecnici, infatti, scrivono in maniera inequivocabile: «Esiste un margine per spostare una parte del carico fiscale relativamente elevato che grava sul lavoro verso altre basi imponibili attualmente poco sfruttate, comprese la ricchezza patrimoniale e le successioni». Questo ovviamente non vuol dire che la Commissione stia «imponendo» e nemmeno «raccomandando» in modo ufficiale all’Italia di introdurre una patrimoniale o di inasprire l’imposta sulle successioni. Se avesse voluto, avrebbe potuto farlo in maniera esplicita nel documento con le raccomandazioni che poi dovrà essere approvato dal Consiglio. Ma il segnale – tra le righe – è quello.
Anche perché l’Italia resta uno dei tre Paesi con «squilibri economici» (gli altri sono l’Ungheria e la Slovacchia, mentre la Romania ha «squilibri economici eccessivi») e la radiografia effettuata dai tecnici della Commissione sul paziente Italia non è affatto rassicurante. Se da un lato il governo può esultare per aver incassato un successo politico con il via libera alla flessibilità per le spese energetiche, dall’altro permangono una serie di patologie croniche che continuano a non essere curate e che in certi casi si stanno aggravando.
Dalla lettura dei documenti, agli occhi della Commissione emerge un Paese caratterizzato da una scarsa produttività e da un debito troppo alto, nelle mani di banche eccessivamente esposte. Con un mercato del lavoro che non sfrutta appieno il suo potenziale, eroga salari reali sempre più bassi e vede i lavoratori dipendenti sopportare il peso maggiore del Fisco, mentre gli autonomi godono di una flat tax che «indebolisce la progressività». E ancora: politiche per la casa che vanno riviste, a partire dall’annunciata e mai realizzata riforma del catasto, fino al nodo delle case sfitte e del sempre più frequente ricorso agli affitti brevi che crescono come le liste d’attesa per le case popolari. Una situazione demografica preoccupante fatta di invecchiamento della popolazione, bassa natalità e fuga dei cervelli, dove «una gestione efficace dell’immigrazione regolare potrebbe contribuire a mitigare gli effetti immediati del calo demografico», anche alla luce dell’aumento dei costi per le pensioni.
Bruxelles punta poi il dito contro i freni amministrativi alla spesa dei fondi Ue, una pubblica amministrazione poco efficiente, una giustizia civile lenta, prezzi dell’elettricità tra i più alti d’Europa, rischi idrogeologici che richiedono investimenti da 10 miliardi di euro l’anno da qui al 2050, un sistema scolastico in cui si registrano risultati negativi, una Sanità che offre servizi sempre più scarsi e un tasso di povertà assoluta ai livelli massimi.
Nel capitolo dedicato al Fisco, non mancano le critiche della Commissione alla flat tax per gli autonomi che «erode la base imponibile e indebolisce la progressività» e non piacciono nemmeno i condoni fiscali, considerati «controproducenti». Si chiede di contrastare l’evasione e di ridurre le agevolazioni fiscali, in particolare eliminando i sussidi «dannosi per l’ambiente». In questo contesto, la Commissione invita a rivedere il sistema di tassazione dei veicoli aziendali perché ci sono «margini per ridurre i benefit legati alle auto con motore termico»: detto diversamente, meglio limitare il trattamento di favore ai mezzi elettrici.
A cavallo tra fiscalità e politiche abitative c’è poi il discorso legato alla riforma del catasto, che l’Italia si è impegnata a portare a termine nel corso del suo piano di medio periodo, ma che non è stata completata. Non c’è un appello diretto a introdurre l’Imu sulla prima casa, tema estremamente sensibile dal punto di vista politico. Ma il documento segnala in modo sibillino che l’esenzione «riduce le entrate», soprattutto per gli enti locali. La percentuale di alloggi sociali è troppo bassa, nota la Commissione, e quindi le liste d’attesa dei potenziali beneficiari sono troppo lunghe. Servono «più sforzi» per affrontare i risultati scolastici «scarsi e disomogenei» (nel Mezzogiorno il 46% degli studenti non raggiunge le competenze di base) e per migliorare l’occupabilità dei laureati. Bruxelles chiede condizioni più stabili per i docenti che non sono di ruolo e stigmatizza i tempi lunghi per arrivare alla laurea: una soluzione potrebbe essere quella di «limitare la possibilità di ripetere gratuitamente gli esami». Nella Sanità, «l’accesso alle cure si è deteriorato», con i tempi di attesa che si allungano e le disparità territoriali sempre più frequenti: l’Italia, dice Bruxelles, dovrebbe assumere più personale medico. E avrebbe bisogno di una cura da cavallo.